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Camorra, cattura di Marco Di Lauro: si punta a rete fiancheggiatori

2' di lettura

Gli investigatori vogliono individuare chi gli ha fornito aiuto in questi 14 anni di latitanza. Inoltre, gli inquirenti sono al lavoro per capire da quanto tempo fosse in quell'appartamento

Dopo l'arresto di Marco Di Lauro, il rampollo del clan di Secondigliano, alla periferia di Napoli, l'attenzione degli investigatori è rivolta a far luce sulla "rete di fiancheggiatori", ovvero a quanti gli hanno fornito aiuto in questi 14 anni di latitanza. In primis, gli inquirenti vogliono ricostruire tutti i movimenti dell'uomo che nel pomeriggio di ieri, sabato 2 marzo, è stato bloccato in un appartamento di via Emilio Scaglione, a pochi chilometri di distanza da quello che era il quartiere generale dell'organizzazione, che agli inizi degli anni 2000 controllava lo spaccio della droga nell'area a nord del capoluogo campano. Un business, quel del traffico di droga, che scatenò anche una faida con decine di morti tra i fedelissimi del clan e coloro che avevano deciso di mettersi in proprio, definiti i "girati" o gli "scissionisti".

L'arresto di Marco Di Lauro

Di Lauro è stato sorpreso in un appartamento arredato senza alcun lusso, dopo aver scelto di confondersi tra la gente comune. Al momento dell'arresto, era a casa con la sua compagna e due gatti. I vicini di casa dicono di non aver notato mai nulla di sospetto. Di Lauro usciva pochissimo da casa. Il 39enne, sfuggito all'arresto nel dicembre del 2004, non si sarebbe mai allontanato da Napoli anche se avrebbe fatto qualche puntata all'estero. Intorno al suo alloggio non sarebbero state trovate delle telecamere, e all'arrivo degli investigatori non c'erano vedette. Ora si lavora per capire da quanto tempo fosse in quell'appartamento. Sul capo di Marco Di Lauro pende una condanna a 11 anni di reclusione e un'ordinanza di custodia cautelare.

La sezione catturandi: ecco chi sono gli "Invisibili"

Sono stati gli uomini delle sezioni catturandi, che vengono chiamati gli "Invisibili", della polizia di Napoli e del reparto operativo del comando provinciale dei carabinieri di Napoli che ieri, sabato 2 marzo,  hanno individuato l'alloggio dove si nascondeva Marco Di Lauro, poi arrestato. Un lavoro fatto in piena sinergia tra polizia e carabinieri. Sono tutte persone abituate a un lavoro sotto traccia, a non apparire mai e a non trascurare alcun dettaglio, anche quello più insignificante che però può essere determinante per scovare un latitante. Volti che devono essere anonimi. 

Data ultima modifica 03 marzo 2019 ore 19:32

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