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Ritrovato al largo di Posillipo un carico di terrecotte del Settecento

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2' di lettura

Si tratta di vasellame di varia fattura e dimensione. A fare il ritrovamento, alcuni pescatori locali, che hanno subito avvisato i ricercatori del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus 

Sono stati individuato al largo di Posillipo, a Napoli, i resti di un relitto che portava un carico di vasellame e mattoni in terracotta. I primi sopralluoghi da parte degli esperti del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus hanno accertato che i reperti sommersi molto probabilmente risalgono al Settecento: orcioli, brocchette e altro vasellame di varia fattura e dimensione, che farebbero pensare ad un unico carico di terrecotte proveniente da qualche opificio della zona. A fare il ritrovamento, alcuni pescatori locali, che hanno subito avvisato i ricercatori del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus. Il gruppo subacqueo dell’Area Marina Protetta Parco Sommerso di Gaiola ha effettuato rilievi fotografici e video sui reperti sommersi.

Il ritrovamento

"Potrebbe trattarsi del carico di un barcone, partito da Napoli e diretto a Posillipo o a Pozzuoli, che trasportava i prodotti lavorati da un'officina vasaia e laterizia, curiosamente le stesse che vediamo usate all'interno del presepe napoletano - spiega Enrico Stanco, funzionario della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Comune di Napoli -. Tutto ci fa pensare che all'interno non ci fossero derrate alimentari. Dal punto di vista storico si tratta sicuramente di un ritrovamento interessante. Sono stati eseguiti gli opportuni sopralluoghi, che hanno messo al sicuro il materiale ancora in situ e stanno verificando la presenza sotto la sabbia di strutture lignee relative allo scafo. Tutto questo - prosegue il funzionario - ha molte analogie con il 'leudo del mercante', un naviglio rinascimentale naufragato durante un trasporto di ceramiche dalla Liguria. Chiaramente, con le dovute differenze, il leudo può farci immaginare le possibili fattezze del barcone che navigava nelle acque del Golfo di Napoli".

Il commento del presidente del Centro Studi Gaiola

"Fa ben sperare il fatto che pescatori della zona si siano immediatamente rivolti al Parco per segnalare il ritrovamento - sottolinea Maurizio Simeone, presidente del Centro Studi Interdisciplinari Gaiola onlus -. Se tutti si fossero comportati così in passato chissà oggi quante preziose testimonianze in più della nostra storia potremmo avere. Purtroppo invece spesso questi ritrovamenti casuali diventano solo occasione di saccheggio. Speriamo che d'ora in avanti in tanti seguano l'esempio di questi pescatori di Posillipo", conclude il presidente del Centro Studi.

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