Teano, aggressione xenofoba a una barista: in 3 ai domiciliari

Campania
Foto di archivio (Fotogramma)

Una barista polacca sarebbe stata insultata e picchiata a sangue dopo aver vietato a un cliente di fumare nel locale. La donna ha dovuto affrontare diversi giorni di ricovero in ospedale 

Sarebbe stata un'aggressione a sfondo xenofobo quella avvenuta lo scorso settembre in un bar di Teano, in provincia di Caserta. La vittima, una barista polacca, sarebbe stata picchiata a sangue dopo aver vietato a un cliente di fumare dentro al locale. In seguito al pestaggio la donna ha dovuto affrontare diversi giorni di ricovero in ospedale. Questa la tesi sostenuta nelle indagini svolte dai carabinieri e dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere che si è conclusa con tre arresti domiciliari nei confronti di Mariana Gambardella di 35 anni, Giacomo Maiolo di 37 anni e Remo D'Angelo di 56 anni, tutti di Teano. I tre devono rispondere delle accusa di lesioni aggravate dall'odio nazionale.

Le indagini dei carabinieri

Il pestaggio è stato ripreso dal sistema di videosorveglianza del bar, mentre la matrice razzista dell'aggressione, per gli inquirenti, è stata confermata dalla vittima e da diversi testimoni presenti in quel momento. Tutto sarebbe iniziato quando la barista ha chiesto a D'Angelo di non fumare dentro il locale. "Vieni dalla Polonia a comandare a noi italiani, tornatene a casa, polacca di.." avrebbe risposto l'uomo, che, fiancheggiato dai complici avrebbe picchiato a sangue la donna.

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