Annullata condanna per corruzione alla moglie di Nicola Cosentino

Campania
Immagine d'archivio (ANSA)
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La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, poiché il fatto non sussiste, la condanna a Marisa Esposito, moglie dell'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino 

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, poiché il fatto non sussiste, la condanna a Marisa Esposito, moglie dell'ex sottosegretario all'Economia Nicola Cosentino. La donna era stata condannata a 2 anni e quattro mesi di reclusione per corruzione.

L'accusa

Marisa Esposito era accusata dalla Dda di Napoli di aver corrotto, con la complicità del fratello, un agente della polizia Penitenziaria in servizio presso il carcere napoletano di Secondigliano, dove al tempo era rinchiuso, con una misura preventiva, il marito Nicola Cosentino. Secondo l’accusa, la donna avrebbe commesso il reato per introdurre senza permesso all’interno del carcere beni come generi alimentari, vestiti e un lettore musicale Ipod.

Gli altri imputati

La Suprema Corte ha anche concesso lievi sconti di pena agli altri due imputati, ovvero per Giuseppe Esposito, fratello della donna nonché ex consigliere comunale a Trentola Ducenta, provincia di Caserta, e per l'agente della Polizia Penitenziaria Umberto Vitale che Esposito avrebbe tentato di corrompere, condannato a 4 anni.  

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