Il confronto Usa-Iran, il conflitto in Ucraina e le notizie che arrivano dal mondo. Ne discutiamo con Lawrence Wright, vincitore del Premio Pulitzer e staff writer del New Yorker, e Bill Browder, imprenditore e autore
Spazio alla scena internazionale a Live In Milano (SEGUI LA DIRETTA). Focus sullo stato della democrazia americana con Trump che è accusato dai suoi detrattori di rispondere solo a sé stesso e di aver trasformato anche le celebrazioni per l’Indipendenza in un evento a sua immagine e somiglianza. Di questo parliamo con Lawrence Wright, vincitore del Premio Pulitzer e staff writer del New Yorker: “Credo che l’America sia sempre stata un Paese turbolento, volatile, e in questo periodo difficile c’è divisione, odio tra le persone, il Paese è spaccato. Questo è successo anche durante gli anni della guerra in Vietnam: il Paese era distrutto e sembrava che l’esperimento americano fosse finito. Mi consola il fatto che siamo riusciti ad emergere più forti da quel periodo. Quindi sotto alcuni aspetti la democrazia è rimasta quindi credo che sopravviveremo anche a questo periodo. Anche l’Italia - ha sottolineato Wright - ha avuto la sua esperienza con i suoi governanti un po’ narcisisti". Poi sull’immigrazione, uno dei temi al centro della politica di Trump: "Il nostro Paese è stato costruito dagli immigrati. Lo si vede ora durante le partite dei Mondiali: in America ci sono immigrati da tutto il mondo. New York ha più italiani di Roma, più ebrei di Tel Aviv. Questa è la nostra forza, abbiamo bisogno degli immigrati", ha detto Wright.
Lawrence Wright ha commentato anche le ultime tensioni tra Trump e Meloni. Il presidente Usa ha postato un meme con la presidente del Consiglio che lo guarda, con la didascalia ‘serve un ordine restrittivo’. "Queste minacce di Trump sono una tattica negoziale, è affascinante per me vedere come lui sia felice delle polemiche. Penso che Meloni abbia fatto un buon lavoro a gestire il nostro presidente", ha chiuso l’autore.
Sul palco del Teatro Lirico Giorgio Gaber è poi arrivato l’imprenditore e autore Bill Browder, esperto del conflitto tra Russia e Ucraina. “Putin voleva presentare al popolo una guerra che non avrebbe impattato su di loro, voleva che il popolo si godesse questo momento patriottico. Per un po' è successo, mentre Putin uccideva gli ucraini ogni giorno. Gli Usa dicevano a Kiev che non potevano colpire la Russia, aiutandola militarmente. Poi Trump ha smesso di aiutarla e l'Ucraina non ha più dovuto ascoltare gli Usa". Questo, ha spiegato Browder, è un “momento fondamentale per la guerra”.
Secondo Browder è difficile che Putin si sieda al tavolo dei negoziati con l'Ucraina. L’autore ha infatti raccontato di conoscere “Putin molto bene. Ho fatto con lui una guerra personale durata 17 anni. Non l’ho mai visto disposto a negoziare o pronto a un compromesso. Non gli importa quanto durerà o quanto la Russia soffrirà. Putin vede i negoziati come un punto di debolezza quindi non credo che ce ne saranno”.
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