Il cardinale, patriarca di Gerusalemme, è intervenuto a Sky TG24 per commentare la nuova legge approvata nella serata del 30 marzo dalla Knesset
La nuova legge sulla pena di morte per terrorismo in Israele, approvata dalla Knesset nella serata del 30 marzo, ha suscitato diverse reazioni indignate da parte delle associazioni internazionali per i diritti umani e di diversi governi esteri. A Sky TG24 è intervenuto il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme.
"È un momento per me triste, non solo per me - ha detto -. La Chiesa cattolica è molto chiara al riguardo, non esistono le condizioni perché la pena di morte possa essere resa necessaria ed è un duro colpo per coloro che vogliono un modo diverso di vivere in questo Paese".
Per Pizzaballa si tratta di "una legge che renderà ancora più profondo, semmai fosse possibile, il sentimento di sfiducia e di di odio che c'è tra israeliani e palestinesi e renderà molto più difficile una possibile riconciliazione". In un contesto in cui tutto "parla di morte", Pizzaballa conclude: "Noi vogliamo restare quelli che credono ancora nella vita, quindi faremo tutto il possibile per lavorare con tutte le persone, israeliani, palestinesi, ebrei, cristiani, musulmani, per salvare il desiderio di vita anche qui in questo Paese".
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