Nella città degli Emirati Arabi Uniti si trova un gruppo di 200 studenti italiani che stava prendendo parte a un progetto extrascolastico di simulazione delle assemblee Onu. “Stamattina hanno ricevuto la visita del console di Dubai, il quale ha provveduto a sistemare tutte le questioni burocratiche e anche di alloggio per i ragazzi", ha raccontato Alessandro Tristano, padre di Laura, una delle studentesse bloccate a Dubai
A Dubai, in queste ore di paura per i missili che sorvolano la città diretti dall’Iran verso i Paesi del Golfo, c’è anche un gruppo di circa 200 studenti italiani. “Mia figlia sarebbe dovuta rientrare questa mattina a Roma, però ieri purtroppo bloccando lo spazio aereo non sono potuti più rientrare”, ha raccontato a Sky TG24 Alessandro Tristano, padre di Laura, una ragazza che fa parte del gruppo. Gli studenti si trovavano a Dubai per un'attività extrascolastica organizzata da Wsc Italia - World Student Connection Global Leaders, nell'ambito del progetto di simulazione delle assemblee Onu 'L'ambasciatore del futuro'. (CRISI IRAN - GLI AGGIORNAMENTI IN DIRETTA)
“In caso di allarme vanno nei seminterrati”
L’uomo ha raccontato di sentire la figlia “quotidianamente, anzi diverse volte al giorno, anzi, direi in continuazione”. Ora i ragazzi si trovano in un albergo della città e “stamattina hanno ricevuto la visita del console di Dubai, il quale ha provveduto a sistemare tutte le questioni burocratiche e anche di alloggio per i ragazzi. Non possono uscire - ha raccontato il padre della ragazza - sono chiusi nell'albergo, in camera, e se ci sono allarmi devono in alcuni casi scendere nei seminterrati”.
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