Nel suo lungo discorso, Donald Trump torna a mettere sotto pressione l'Europa sulla Groenlandia, chiedendo dal palco del World Economic Forum di Davos "negoziati immediati" per l'acquisizione dell'isola artica da parte degli Stati Uniti e avvertendo gli alleati che un rifiuto avrebbe conseguenze politiche ed economiche. Ma per raggiungere l'obiettivo, ritenuto vitale per la sicurezza strategica degli Usa, ha escluso di ricorrere all'opzione militare, almeno per adesso. La porta per il dialogo, dunque, resta aperta e tanto è bastato per spingere in alto i listini americani (GLI AGGIORNAMENTI DA DAVOS).
"Non devo usare la forza, non voglio usare la forza, non userò la forza", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, senza però fare alcuna marcia indietro rispetto ai dazi aggiuntivi al 10% minacciati contro gli otto Paesi europei che nei giorni scorsi hanno inviato contingenti militari simbolici in Groenlandia. "Probabilmente non otterremo nulla a meno che io non decida di usare forza e violenza eccessive - ha confermato Trump - Francamente, saremmo inarrestabili, ma non lo farò". Poi la critica all'Europa che "non sta andando nella giusta direzione".
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