L'attivista iraniana insignita del Nobel per la pace nel 2023 è stata arrestata ieri e ora è detenuta. Il 3 novembre aveva parlato ai nostri microfoni dalla sua casa di Teheran. Le avevamo chiesto se temesse per le sue incolumità e sicurezza, considerato il fatto che non ha mai smesso di parlare e rilasciare interviste in questi mesi ai domiciliari. "Il rischio per la nostra libertà – ci aveva risposto – è un prezzo che dobbiamo pagare. Noi continueremo a lottare per la libertà, per la giustizia e per la democrazia”. (GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE)
Quando è stata arrrestata, l'attivista iraniana Narges Mohammadi, 53 anni, stava partecipando a una cerimonia commemorativa per un amico avvocato, difensore dei diritti umani come lei, a Mashhad, seconda città dell’Iran. Sostengono i figli, dall’esilio, che il fermo sarebbe stato violento. Ora, la Premio Nobel per la pace Narges Mohammadi, 53 anni, che era da dicembre agli arresti domiciliari - per motivi di salute - ma aveva libertà di movimento, è detenuta. E la fondazione che porta il suo nome ne chiede "il rilascio immediato e incondizionato ". Insignita nel 2023 del Nobel per la Pace, Mohammadi ha trascorso gran parte degli ultimi vent’anni nel famigerato carcere di Evin per il suo attivismo contro il regime degli ayatollah e la sua lotta per le libertà fondamentali in Iran. Il 3 novembre ha parlato ai nostri microfoni dalla sua casa di Teheran . (GUARDA L'INTERVISTA INTEGRALE). Le avevamo chiesto se temesse per le sue incolumità e sicurezza, considerato il fatto che non ha mai smesso di parlare e rilasciare interviste in questi mesi ai domiciliari. Il rischio per la nostra libertà – ci aveva risposto – è un prezzo che dobbiamo pagare. “Noi continueremo a lottare per la libertà, per la giustizia e per la democrazia”.
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