“Quello che sta accadendo a Gaza è inaccettabile, inconcepibile e ingiustificabile”, ha detto il Patriarca latino di Gerusalemme in collegamento con il Teatro dal Verme. “La soluzione può essere solo politica, non militare. Dopo quasi due anni questo mi pare evidente. Ma questo richiede visione e coraggio”, ha spiegato
La guerra in Medioriente è al centro del dialogo di Live In Milano con il Patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. "Veramente devo confessare che sono allibito anche io a vedere quelle immagini”, ha detto il cardinale commentando gli attacchi contro i civili che attendevano di ricevere gli aiuti umanitari nella Striscia. “Non so quali siano le responsabilità e forse verranno accertate però mai avrei pensato che nel 2025 saremmo arrivati a questo punto e a usare la fame come arma di guerra. Anche il cinismo di certe scelte come quella di impedire l’ingresso sistematico di aiuti”.
Pizzaballa: “Quanto accade a Gaza è ingiustificabile”
Un altro dibattito in corso nel mondo politico ma anche nell’opinione pubblica è se stia accadendo o meno un genocidio a Gaza. “Non ho mai usato questa terminologia - ha affermato Pizzaballa - perché porterebbe la discussione fuori dal contesto specifico nel quale ci troviamo e al confronto con quanto accaduto anni fa. Anche crimine di guerra è un termine molto forte. Quello che sta accadendo a Gaza è inaccettabile, inconcepibile e ingiustificabile”.
Pizzaballa: “La soluzione può essere solo politica, non militare”
Dopo questi 600 giorni di guerra è ancora possibile sperare in una strada politica? Per il cardinale Pizzaballa la risposta è si. “La soluzione può essere solo politica, non militare. Dopo quasi due anni questo mi pare evidente. Ma questo richiede visione e coraggio e credo che si debba partire dal ricostruire un minimo di fiducia e avere obiettivi abbordabili. Adesso vogliamo finire la guerra, non vogliamo la pace, e poco alla volta ricostruire le dinamiche con l’aiuto della comunità internazionale per dare una prospettiva di uscita a entrambi i popoli, soprattuto a quello palestinese”. “Il dialogo non è mai stato tanto difficile”, aveva detto alcuni giorni fa il cardinale, sottolineando che il dialogo è complesso anche a livello religioso. "Adesso bisogna una passo alla volta fermare ciò che alimenta questo odio che è la guerra. Poi con coraggio e con il tempo e con la leadership giusta ricostruire i rapporti a tutti i livelli”. E ha aggiunto: “Per tutto quello che possiamo fare per aiutare la Chiesa c’è”.
Pizzaballa: “Sento il Papa ogni giorno”
C’è la possibilità di una visita del nuovo Papa Leone XIV in Terra Santa? “Non ancora diamogli tempo, facciamolo respirare, deve prendere le misure con il nuovo ruolo da roma e nel mondo. Ma è informato di tutto e noi ci sentiamo tutti i giorni, anche più volte al giorno. Non sempre le comunicazioni sono facili. La visita di un Papa deve portare serenità, non odio e incomprensioni. Ora le difficoltà sono troppe, bisogna prima creare le condizioni”.
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