La Cgt accusa il governo di rispondere alle rivendicazioni con misure di ordine pubblico invece che con soluzioni politiche, mentre Macron ha condannato le violenze e convocato un vertice con intelligence e governo. Sullo sfondo cresce la pressione sull'esecutivo, bersaglio delle critiche sia dei sindacati sia delle opposizioni
"È giunto il momento di fare un ulteriore passo avanti nella mobilitazione, lo sciopero deve prendere il sopravvento". Con queste parole la segretaria generale della Cgt, il principale sindacato francese, Sophie Binet, ha lanciato un appello a rafforzare la protesta sociale al termine dell'incontro con il premier Sébastien Lecornu. "Invochiamo la più ampia mobilitazione possibile per il 5 novembre e invitiamo a tenere assemblee ovunque, in tutti i luoghi di lavoro, per estendere lo sciopero anche nei giorni successivi. Le nostre rivendicazioni non sono state affatto prese in considerazione", ha dichiarato.
Tensione sociale e critiche al governo
L'appello della Cgt arriva in un clima di forte tensione sociale. Dopo una nuova notte di coprifuoco localizzati in diversi quartieri di città francesi, per impedire il ripetersi delle violenze dello scorso fine settimana, il primo ministro, Sébastien Lecornu, ha convocato a Matignon le organizzazioni sindacali per tentare di aprire un confronto con le parti sociali. I sindacati, però, chiedono una risposta politica alla crisi e contestano l'assenza degli studenti e delle loro rappresentanze all'incontro. "Andiamo a dirgli - ha spiegato la segretaria Binet - che non si risponde a una mobilitazione sociale con la repressione, si danno risposte politiche alle rivendicazioni". Al termine della riunione a Matignon, Binet ha espresso forte insoddisfazione per l'esito del confronto con l'esecutivo.
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Accuse al governo: "Nessuna risposta concreta"
Durante l'incontro a Matignon, ha sottolineato Binet, "I ministri ci hanno fornito solo vaghi accenni, nulla di concreto: il ministro del Lavoro ha detto che ci riceverà prossimamente per discutere del potere d'acquisto", ma "non c'è stato alcun annuncio preciso", ha sottolineato. Quanto al cosiddetto 'secondo atto' della mobilitazione contro il carovita annunciato per sabato prossimo dal coordinamento dei gilet gialli sul web, la CGT sarà presente in piazza "per sostenere coloro che desiderano mobilitarsi, per proteggere i giovani e i lavoratori e le lavoratrici che intendono mobilitarsi".
Macron convoca un vertice sulla sicurezza
Il presidente francese, Emmanuel Macron, rispondendo ai cronisti a margine della sua missione in Medio Oriente, ha annunciato per una riunione con l'intelligence e alcuni membri del governo per avere un "resoconto dettagliato" delle violenze a margine delle manifestazioni del 17 ottobre. Quanto accaduto in diverse città di Francia "è inaccettabile", ha ribadito Macron, in riferimento a violenze, saccheggi e devastazioni che "ci hanno fatto male a tutti". Macron ha quindi sottolineato che "la prima cosa è la trasparenza su quanto accaduto". Quindi l'annuncio del vertice domani mattina con membri del governo e i servizi di intelligence "per avere un"resoconto dettagliato". Il presidente ha quindi ricordato la stretta sulla sicurezza messa in campo già da lunedì dal premier Sébastien Lecornu, tra cui i coprifuoco "per evitare il ripetersi" delle violenze. Quanto al cosiddetto secondo atto della mobiltiazione, indetto per sabato prossimo, il capo dello Stato ha garantito che verranno impediti nuovi disordini. Sulla tutela dell'ordine pubblico - ha detto - "bisogna procedere con calma, metodo e determinazione"
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Le opposizioni all'attacco dell'esecutivo
La gestione della crisi continua intanto ad alimentare le critiche dell'opposizione. L'ex capo dello stato, il socialista François Hollande, ha attaccato un governo "debole" e un presidente "assente", mentre il candidato di centrodestra Edouard Philippe (Horizons) ha criticato il fatto che, nonostante la crisi sociale e i disordini, Emmanuel Macron abbia confermato il suo viaggio nei Paesi del Golfo. Sempre più in testa nei sondaggi, Marine Le Pen (RN) ha attaccato "un potere vicino alla fine" che "non ha più presa".