A quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, nel corso della prossima settimana i rispettivi ministri dell'Interno lavoreranno insieme per valutare misure di cooperazione. La revoca dei controlli italiani alla frontiera con la Spagna "è stata concordata ieri tra il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez e la premier Giorgia Meloni, che ne hanno discusso a margine del Consiglio europeo", come riferito da fonti della delegazione spagnola
L'italia si allinea a Madrid e proroga di 7 giorni i controlli temporanei sui collegamenti con la Spagna. È quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi a seguito di un confronto tra i due Paesi, al termine del quale il governo italiano ha deciso di conformarsi alla scadenza delle misure spagnole. Nel corso della prossima settimana i rispettivi ministri dell'Interno lavoreranno insieme per valutare misure di cooperazione. Anche fonti della delegazione spagnola a Bruxelles hanno commentato la decisione di Roma, confermando che i ministri dell'Interno di Spagna e Italia "lavoreranno nei prossimi giorni per procedere all'eliminazione dei controlli Schengen" istituiti reciprocamente dai due Paesi. La revoca dei controlli italiani alla frontiera con la Spagna, hanno sottolineato fonti della delegazione spagnola, "è stata concordata ieri tra il presidente del governo spagnolo Pedro Sánchez e la premier Giorgia Meloni, che ne hanno discusso a margine del Consiglio europeo".
La decisione del Viminale
La scadenza della sospensione di Schengen da parte dell'Italia nei confronti della Spagna decisa dopo la crisi migratoria a Ceuta era prevista per la notte scorsa. I controlli alle frontiere erano stati confermati il 30 settembre dal ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, che aveva parlato di "criticità" dovute ancora alla "situazione nell'exclave spagnola di Ceuta".
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L'accordo Schengen
Lo spazio Schengen è l’area europea che permette alle persone di viaggiare liberamente da un Paese all’altro senza dover passare dai controlli alle frontiere. Tale spazio comprende la maggior parte dei Paesi dell’Unione europea, ma non coincide completamente con essa. Infatti, alcuni Paesi non appartenenti all’Ue, come Svizzera, Norvegia e Islanda, fanno parte dell’area Schengen. Al contrario, alcuni Paesi dell’Ue non ne fanno parte, come l’Irlanda. Secondo l’accordo, in situazioni di normalità, non si deve mostrare il passaporto a ogni confine interno mentre sono previsti controlli alle frontiere esterne. In situazioni eccezionali, come la crisi di Ceuta, uno Stato può reintrodurre temporaneamente i controlli alle frontiere interne: una sospensione di Schengen giustificata da minacce alla sicurezza, emergenze sanitarie o particolari problemi legati all’immigrazione.
Approfondimento
Quante volte è stato "sospeso" lo spazio Schengen negli anni Duemila?
Meloni: "Rivedere norme Ue per procedure più efficaci su migranti irregolari"
Dopo la decisione di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni a margine del summit Ue ha spiegato che il governo, in riferimento ai fatti di Ceuta, ha sottolineato "la necessità di tenere alta la vigilanza sulle frontiere esterne" e ha posto il tema "di una revisione mirata della legislazione europea per rendere più efficaci le nuove procedure relative al trattenimento dei migranti irregolari durante le procedure di frontiera". La premier, insieme ai primi ministri Mette Frederiksen e Rob Jetten, ha ospitato una nuova riunione informale tra alcuni degli Stati membri maggiormente interessati al tema delle soluzioni innovative da applicare al fenomeno migratorio.