"Steadfast Noon", cosa sappiamo sull’esercitazione nucleare Nato che si svolgerà in Italia

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Introduzione

L'Italia si prepara a ospitare "Steadfast Noon", la maxi-esercitazione nucleare della Nato, tra tensioni geopolitiche e un principio di scontro sulla trasparenza del Governo. Dal 13 ottobre, i cieli della penisola e del Mar Tirreno diventeranno il teatro di una simulazione su larga scala che evoca scenari di guerra atomica. L'evento ha scatenato la reazione immediata delle opposizioni e innescato un piccolo cortocircuito comunicativo tra Roma e i vertici dell'Alleanza atlantica sulla reale natura delle operazioni

Quello che devi sapere

La Nato: "Esercitazione nucleare a tutti gli effetti"

L'Aeronautica militare italiana ha provato a declassare l'evento definendolo una "programmazione ordinaria e di routine", mirata solo a verificare procedure di sicurezza senza armi reali. Tuttavia, la Nato ha parzialmente smentito la linea di Roma. Nassima Barrows, responsabile della politica nucleare dell'Alleanza, ha confermato all'Ansa che "Steadfast Noon è a tutti gli effetti un'esercitazione nucleare", precisando che vi è piena sintonia con l'Italia nonostante la comunicazione governativa.

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Non è previsto l'impiego di armi reali durante le esercitazioni

Il colonnello David Bull ha ribadito l'assoluta centralità di questo addestramento strategico per la difesa collettiva. L'esercitazione simula il momento più drammatico: la preparazione e l'aggancio di bombe atomiche tattiche statunitensi (custodite nei bunker di Aviano e Ghedi) sui caccia supersonici alleati. Per motivi di sicurezza, gli ordigni reali non lasceranno le fortezze sotterranee; i velivoli decollano equipaggiati con semplici simulacri.

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Rutte: "Da esercitazione nucleare in Italia messaggio di unità"

"La Nato è un'Alleanza difensiva. Questa esercitazione ci aiuta a garantire una capacità sicura, protetta, efficace e credibile per preservare la pace, prevenire la coercizione e scoraggiare le aggressioni. Invia inoltre un chiaro messaggio di unità e determinazione". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte parlando dell'esercitazione che coinvolgerà 17 nazioni. "La sua portata complessiva "è in linea con le precedenti edizioni", ha precisato l'Alleanza atlantica in una nota. "Durante Steadfast Noon non vengono utilizzate armi reali, l'esercitazione non è legata agli attuali eventi mondiali e non è diretta contro alcun Paese", ha concluso il comunicato della Nato.

Le basi strategiche coinvolte nelle operazioni

A far scoppiare il caso in Italia non è stato un annuncio dell'esecutivo, bensì una nota tecnica dell'Enav (l'ente nazionale per l'aviazione civile) che ha vincolato i corridoi aerei civili alle esigenze dei militari. I flussi toccheranno basi strategiche in tutta la penisola: nel Nord Italia, in particolare, a Ghedi (Brescia) e Aviano (Pordenone), con corridoi che attraversano Lombardia, Friuli e l'Appennino tosco-emiliano. Al Sud e nella Isole saranno coinvolte le basi di Amendola (Foggia), Gioia del Colle (Bari) e Trapani, con forti concentrazioni di attività aeree, navali e uso di droni sul Mar Tirreno.

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L'interrogazione dei Verdi

Normalmente il vertice Nato comunica ai media l’inizio di “Steadfast Noon” con un certo anticipo. Quest’anno invece è arrivata prima la nota dell’Enav che indica quali corridoi aerei saranno vincolati alle operazioni militari dal 13 al 20 ottobre. Una circostanza che ha spinto Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde e deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ad annunciare un’interrogazione al ministro della Difesa Guido Crosetto: “Abbiamo saputo dell’esercitazione Nato sulle armi nucleari non dal governo, ma da un documento tecnico dei piloti: descrive un’esercitazione multinazionale su larga scala, con operazioni aeree e navali sul Tirreno. Gli aerei partiranno dalle basi di Ghedi, Aviano, Amendola, Gioia del Colle e Trapani, con attività lungo corridoi che attraversano l’intera penisola: dal Friuli e dalla Lombardia lungo l’Appennino tosco-emiliano, dalla Puglia verso ovest e dalla Sicilia occidentale. Sono previste intensa attività aerea militare, tiri e impiego di droni, senza che ne siano specificati tipo e ruolo: anche i sistemi senza pilota entrano dunque nello scenario di una guerra nucleare simulata”. Bonelli ha concluso: “Nel pieno di una crisi internazionale che spinge il mondo verso il riarmo, l’Italia non può esercitarsi alla guerra nucleare: deve aderire al Trattato Onu per la proibizione delle armi nucleari e chiedere il ritiro delle testate dal nostro territorio. La sicurezza si costruisce con disarmo e diplomazia, non simulando l’apocalisse sopra le nostre teste”.

L'esercitazione si svolge in Italia per la settima volta

L'attività addestrativa annuale e programmata, che si svolgerà nell'arco di una settimana, è volta, viene ancora spiegato nella nota dell'Aeronautica,  a "mantenere la preparazione delle capacità e delle procedure che contribuiscono alla deterrenza e alla difesa dell'Alleanza". L'esercitazione rientra nell'ambito della cornice di difesa strategica integrata della Nato, cui l'Italia partecipa in quanto Paese membro dell'Alleanza fin dal 1949. L'Italia ha ospitato l'esercitazione già sei volte: nel 2010, nel 2013, nel 2014, nel 2018, nel 2021 e nel 2023.

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