Il terzogenito della regina Elisabetta e fratello minore di Re Carlo III ha avviato un'azione legale per contestare le perquisizioni effettuate dalla polizia a febbraio al momento del suo arresto legato al caso Epstein. Le perquisizioni erano avvenute nella sua residenza a Sandringham e nella precedente residenza a Windsor. Come hanno precisato i servizi giudiziari, il prossimo 8 ottobre si terrà un'udienza per esaminare il ricorso
L'ex principe Andrea ha avviato un'azione legale per contestare le perquisizioni effettuate dalla polizia a febbraio al momento del suo arresto legato al caso Epstein. Nello specifico, il ricorso punta ad "annullare i mandati di perquisizione emessi da un giudice della corte penale centrale il 18 febbraio 2026", nel giorno del suo 66esimo compleanno, ha precisato una portavoce dei servizi giudiziari. Le perquisizioni erano avvenute nella residenza del fratello del re Carlo III a Sandringham e nella sua precedente residenza a Windsor, a una trentina di chilometri a ovest di Londra. Come hanno precisato i servizi giudiziari, il prossimo 8 ottobre si terrà un'udienza per esaminare il ricorso.
Le indagini sul caso Epstein
Il terzogenito della regina Elisabetta resta intanto sotto indagine. La polizia britannica della Thames Valley continua infatti a portare avanti l'inchiesta sulle notorie frequentazioni passate dell'ex principe con il defunto faccendiere americano Jeffrey Epstein, condannato per abusi sessuali e traffico di minorenni. Il fratello minore di re Carlo III ha sempre negato ogni illecito, ma è stato comunque privato di tutti i titoli reali a seguito del rimergere dello scandalo Epstein: dopo essere stato emarginato in una residenza “privata” fuori Londra, è stato ridotto al rango di comune cittadino con il solo appellativo di Andrew Mountbatten-Windsor.