Ferite tre persone di origine ucraina: due, tra cui un oligarca di Kiev, sono in condizioni gravissime, mentre la terza, un 13enne, ha riportato ferite meno gravi. La deflagrazione sarebbe stata causata da un pacco esplosivo contenente bulloni e pallettoni da caccia
Tre persone sono rimaste ferite, due delle quali in condizioni gravissime, nell'esplosione avvenuta in serata in un edificio residenziale del Principato di Monaco. Governo e procura ritengono che la deflagrazione sia stata "molto probabilmente" un attentato e hanno avviato un'indagine per chiarire dinamica e responsabilità. A essere presa di mira è stata una famiglia ucraina.
Tre feriti, due sono in pericolo di vita
L'esplosione si è verificata intorno alle 21 in un edificio residenziale situato tra Boulevard d'Italie e Rue du Révérend Père Louis Frolla, lungo il confine con la Francia.
Secondo quanto riferito dal ministro di Stato Christophe Mirmand, tra i feriti ci sono una coppia e un ragazzo di 13 anni. Secondo informazioni di Le Figaro, i feriti sono tutti e tre di una stessa famiglia ucraina. I due genitori, di 50-60 anni, uno dei quali sarebbe un oligarca di Kiev, sono in gravissime condizioni, in prognosi riservata. Meno grave l'adolescente
Le autorità: "Molto probabile un attentato"
Il governo del Principato e la Procura hanno indicato l'ipotesi dell'attentato come la più probabile. "È molto probabile che si tratti di un attentato", ha detto all'Afp il ministro di Stato Christophe Mirmand. Anche il procuratore generale Stéphane Thibault ha ricostruito i primi elementi dell'accaduto, spiegando che una persona avrebbe depositato una borsa o un pacco nell'atrio dell'edificio prima di allontanarsi. Al momento, ha aggiunto, non sono emersi elementi che consentano di comprendere perché sia stato preso di mira proprio quell'edificio.
L'indagine sull'esplosione
Secondo Mirmand, l'ordigno conteneva probabilmente bulloni e pallettoni da caccia. "Le forze dell'ordine stanno attualmente raccogliendo elementi di prova", ha spiegato il ministro. Sul posto sono intervenuti i servizi di emergenza, la polizia e le forze di sicurezza. Presenti anche il procuratore generale Stéphane Thibault, il presidente del Consiglio Nazionale e un collaboratore del principe Alberto II.
"La prima volta nella storia del Principato"
Commentando quanto accaduto, Christophe Mirmand ha sottolineato l'eccezionalità dell'episodio. "Che io sappia, è la prima volta nella storia che un atto del genere si verifica nel Principato", ha dichiarato il ministro di Stato.