A riferirlo è il Washington Post, citando la bozza di un rapporto stilato dalla stessa Commissione. Nel testo si raccomanderebbe al dipartimento di Giustizia di emanare linee guida per promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo, chiedendo anche un "maggiore accesso ai fondi pubblici da parte delle organizzazioni religiose"
La Commissione per la libertà religiosa negli Usa, istituita dal presidente Donald Trump, sostiene che la separazione tra Stato e Chiesa sia un “errore giuridico”. A riferirlo è il Washington Post, riportando le dichiarazioni contenute all'interno della bozza di un rapporto di 224 pagine stilato dalla stessa Commissione. Nel testo, come specifica il quotidiano statunitense, si raccomanderebbe al dipartimento di Giustizia di emanare linee guida per promuovere una nuova interpretazione del rapporto tra religione e governo, chiedendo anche un "maggiore accesso ai fondi pubblici da parte delle organizzazioni religiose".
La Commissione per la libertà religiosa
Istituita l'anno scorso dallo stesso Trump, la Commissione per la libertà religiosa è composta quasi interamente da cristiani conservatori. Come sottolinea Nbc News, la bozza del rapporto promuove “un ruolo più incisivo della religione nel governo, nelle scuole e nella sfera pubblica”, sostenendo anche “la possibilità di escludere le persone che si oppongono alle lezioni scolastiche per motivi religiosi”. Inoltre, il rapporto supporta l'eliminazione del Johnson Act, il codice tributario degli Stati Uniti che vieta alle istituzioni religiose di sostenere candidati politici, chiedendo anche un "risarcimento per i militari congedati per aver rifiutato di vaccinarsi contro il Covid".
Le proposte della Commissione
All'interno del testo, la Commissione sostiene non solo “una maggiore libertà di espressione religiosa nella sfera pubblica”, ma anche “un maggiore accesso ai fondi pubblici da parte delle organizzazioni religiose” e maggiori “esenzioni per coloro che invocano l'obiezione di coscienza nei confronti di determinate politiche” come “l'obbligo vaccinale”.