Il nostro Paese è colpevole di non aver recepito correttamente la direttiva europea in materia. L'Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate
La Commissione europea ha deciso di avviare una procedura di infrazione contro l'Italia per non aver recepito correttamente la direttiva sull'acqua potabile. Lo ha annunciato l'esecutivo Ue, spiegando che la trasposizione della direttiva nel diritto interno presenta ancora "diverse carenze", tra cui Bruxelles cita la "limitazione dell'ambito di applicazione della valutazione dei rischi dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di determinati obblighi, la mancanza dell'obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all'acqua potabile, di limitare le deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile".
Inizativa dove essere recepita entro gennaio 2023
Bruxelles ha ricordato che gli Stati membri avrebbero dovuto recepire la normativa nel diritto interno entro il 12 gennaio 2023. L'Italia ha ora due mesi di tempo per rispondere e porre rimedio alle carenze segnalate dalla Commissione che, in assenza di una risposta soddisfacente, può decidere di emettere un parere motivato, portando avanti l'iter di infrazione.