Usa 2020, tafferugli a Washington tra sostenitori di Trump e oppositori

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Qualche momento di tensione tra i supporter del presidente uscente, scesi a migliaia in piazza nella capitale con lo slogan "Stop the steal" ("Ferma il furto"), e gruppi antifascisti e antirazzisti. Il tycoon su Twitter attacca: "Gli antifa hanno aggredito i manifestanti"

Tafferugli nella notte a Washington tra militanti pro Trump e gruppi antifascisti. La polizia è intervenuta in varie zone del centro per separare le fazioni rivali e disinnescare la tensione. Non sono stati segnalati comunque episodi di violenza gravi. A scendere in piazza sono state diverse migliaia di supporter di Trump, in gran parte senza mascherina, con anche gruppi di destra, che hanno marciato lungo Pennsylvania Avenue. Lo slogan era "Stop the Steal" ("Ferma il furto"), in segno di protesta contro elezioni considerate "truccate", come sostenuto insistentemente dal presidente uscente. Nella notte Trump ha pubblicato diversi tweet, ringraziando i suoi sostenitori e attacando gli “Antifa” per aver “aggredito” i suoi supporter a Washington (LO SPECIALE USA 2020).

Tra i manifestanti pro-Trump i Proud Boys e cospirazionisti

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Usa, la marcia dei supporter pro Trump a Washington. FOTO

Le manifestazioni, organizzate da vari gruppi come "Women for Trump", a "Million Maga March" e "Stop the Steal", sono state promosse anche da attivisti di destra, cospirazionisti e nazionalisti bianchi. Tra loro Jack Posobiec, che nel 2016 lanciò la teoria del Pizzagate contro Hillary Clinton, il suprematista Nicholas Fuentes, che marciò nel corteo di Charlottesville, Enrique Tarrio, capo dei Proud Boys, il gruppo estremista presente con alcuni membri che indossavano elmetti e giubbotti antiproiettili. "Stand Back, Stand By", era scritto sulle loro t-shirt, un riferimento all'invito a tenersi pronti rivolto loro dal presidente in uno dei dibattiti tv con Biden.

I tweet di Trump

Trump ha scritto una raffica di tweet notturni attaccando l'organizzazione della sinistra antagonista "Antifa" per aver "aggredito i manifestanti" suoi sostenitori nella capitale, la polizia per essere intervenuta "troppo tardi", il sindaco perché "non sta facendo il suo lavoro" e il "silenzio dei media nemico del popolo" sulla folla dei suoi fan. Il presidente uscente ha postato anche le immagini di un suo apparente supporter aggredito da militanti Black Lives Matter, chiedendo l'arresto dei responsabili.

Trump in auto tra la folla che lo incita

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Prima delle manifestazioni, lasciando la Casa Bianca per andare a giocare a golf, Trump si era anche concesso un bagno di folla a bordo della limousine presidenziale blindata, come aveva fatto quando era ricoverato per il Covid al Walter Reed. Il presidente uscente ha salutato sorridente dai finestrini i suoi sostenitori, andati letteralmente in delirio al suo passaggio, con bandiere, striscioni, ovazioni e cori come "altri quattro anni", "Usa, Usa", "Vogliamo Trump". Alcuni si sono addirittura arrampicati sugli edifici del Freedom Plaza per vedere meglio il passaggio del corteo presidenziale. Tra gli slogan 'Trump 2020: No more bullshit', 'All aboard the Trump train!', 'Trump 2020: Pro life, pro God, pro gun'. Il presidente aveva aumentato l'attesa, e forse anche la partecipazione, lasciando intendere su Twitter che si sarebbe fatto vedere.

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