Nagorno-Karabakh, firmato accordo di pace tra Armenia e Azerbaigian

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La decisione, definita doloros dal premier armeno Pashinyan, è arrivato dopo che le truppe azere hanno riconquistato Shushi

L'Armenia ha firmato un accordo di pace con Azerbaigian e Russia per porre fine alle ostilità in Nagorno Karabakh. Il trattato è stato annunciato dal premier armeno, Nikol Pashinyan, che l'ha definito "doloroso". La regione autonoma a maggioranza armena, da decenni contesa tra Erevan e Baku, è da fine settembre al centro di nuovi scontri. La firma arriva nel giorno in cui un elicottero russo era stato abbattuto nei cieli armeni.

La resa di Pashinyan

L'intesa è stata firmata dopo "una profonda analisi della situazione militare", ha riferito il premier armeno. Pashinyan è finito nel mirino delle critiche in patria per gli insuccessi militari nel conflitto con il vicino azero. Si è trattato di una decisione "indicibilmente dolorosa, per me personalmente e per la nostra gente", ha affermato, annunciando che parlerà al Paese "nei prossimi giorni". 

Cruciale la caduta di Shushi

La svolta nel conflitto cominciato il 27 settembre si è avuta con la riconquista da parte degli azeri della città strategica di Shushi, sottratta al controllo dei ribelli. Le truppe azere si sono quindi avvicinate a Stepanakert, la capitale di fatto della repubblica separatista appoggiata dall’Armenia. "Purtroppo - ha dichiarato a Interfax Vagram Poghosyan, portavoce del presidente dell'autoproclamata repubblica - per ora siamo colpiti da una serie di sventure e la città di Shushi è completamente fuori dal nostro controllo. Il nemico si trova nelle vicinanze di Stepanakert e l'esistenza stessa della città è già minacciata". 

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