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Nuove accuse di Viganò al Papa: "Incoraggiò funzionaria Usa anti-gay"

4' di lettura

L'ex nunzio negli Usa ha diffuso una lettera su un incontro del 2015 tra Bergoglio e Kim Davis, americana, condannata per aver negato la licenza matrimoniale alle coppie omosessuali. Pochi giorni fa il memoriale con la richiesta di dimissioni per il Pontefice

L'ex nunzio negli Stati Uniti, arcivescovo Carlo Maria Viganò, ha diffuso un documento in cui lancia nuove accuse contro Papa Francesco. Viganò, autore del memoriale-shock in cui ha chiesto le dimissioni del Papa, accusandolo di aver ignorato per anni le informazioni sugli abusi sessuali su giovani seminaristi da parte dell'ex cardinale di Washington Theodore McCarrick, stavolta si concentra su una visita del 2015 di Bergoglio negli Usa.

Il nuovo documento diffuso dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò

Nella lettera di 3 pagine, pubblicata dal sito americano Lifesitenews, monsignor Viganò rispolvera l’incontro che Papa Francesco ebbe con Kim Davis: una funzionaria americana anti-gay che nel 2015 venne condannata per aver negato la licenza matrimoniale ad alcune coppie omosessuali. Quel colloquio privato con il Pontefice mise in discussione i messaggi inclusivi di Papa Francesco e costrinse il Vaticano a diffondere una nota ufficiale:  "Il breve incontro di Papa Francesco con Kim Davis – scrisse la sala stampa vaticana - non deve essere considerato come un appoggio alla posizione della signora”.

Le dichiarazioni di una vittima di abusi cilena: "Così il Papa ha licenziato il nunzio"

Viganò ha deciso di diffondere il nuovo documento per replicare alle dichiarazioni rilasciate al New York Times da Juan Carlos Cruz, la più nota tra le vittime di abusi sessuali commessi dal prete cileno Fernando Karadima. Secondo quanto riportato dal New York Times, il Papa avrebbe parlato a Cruz del suo incontro con Kim Davis datato 2015 e avrebbe detto: "Non sapevo chi fosse quella donna, l'arcivescovo (Viganò, ndr) l'ha intrufolata per farci incontrare e ovviamente hanno fatto pubblicità sull’incontro. Sono rimasto inorridito e ho licenziato quel nunzio".

Viganò: “Il Papa incoraggiò chi negò la licenza matrimoniale alle coppie gay”

 “Sento il dovere di rivelare come andarono realmente i fatti – scrive Carlo Maria Viganò nel documento pubblicato da Lifesitenews - Ho detto al Papa che volevo portare alla sua attenzione la storia di Kim Davis: primo cittadino americano condannato e imprigionato per aver esercitato il suo diritto all'obiezione di coscienza. Il Papa apparve favorevole a quell’incontro e mi disse di consultarmi con il Cardinale Parolin”. Viganò, nel documento, ricostruisce gli incontri con l’entourage di Papa Francesco. Spiega di aver avuto l’ok dell’arcivescovo Angelo Becciu e dell’Arcivescovo Paul Richard Gallagher prima di informare il Papa “sull’opinione positiva dei suoi due principali collaboratori che avevano poi incontrato il cardinale Parolin”. “Il Papa ha dato il suo consenso a quell’incontro – continua Viganò - Ho fatto arrivare la Davis di nascosto in nunziatura e prima che l'incontro si svolgesse ho avvisato il fotografo dell'Osservatore Romano di non pubblicare le foto di quell’incontro. Poi ho avuto dalla Davis la promessa di non rivelare nulla sul colloquio”. Viganò ribadisce che il Papa “ringraziò Kim Davis per il suo coraggio e la invitò a perseverare”. La donna, secondo Viganò, fu poi riaccompagnata in albergo su un’auto guidata da un uomo della gendarmeria vaticana.

Viganò in un video del 2012: “Tutti vogliamo molto bene al cardinale McCarrick”

L’ex nunzio negli Stati Uniti, da una località protetta, ha spiegato di “non nutrire rancori ma di volere solo che la verità emerga”. Il dossier Viganò, però, tiene alta l’attenzione in Vaticano. I media britannici parlano di una “guerra civile nella Chiesa cattolica in cui i preti conservatori stanno usando l'indignazione per gli abusi sessuali per cercare di costringere papa Francesco a dimettersi". Il Cns, agenzia dei vescovi americani, ha intanto diffuso un video del 2012 in cui Viganò salutava enfaticamente "sua eminenza il cardinale McCarrick a cui tutti noi vogliamo molto bene".

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