In Evidenza
Altre sezioni
altro

Per continuare la fruizione del contenuto ruota il dispositivo in posizione verticale

Tangenti in Lombardia: a giudizio a Milano in 63 tra cui Comi, Tatarella, Altitonante

Lombardia

Scelto il rito ordinario nel procedimento a carico di oltre un centinaio di persone scaturito dalla riunione di quattro filoni dell'inchiesta 'mensa dei poveri' su un presunto "sistema" di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia

Condividi:

Rinviati a giudizio a Milano 63 imputati - tra cui l'ex eurodeputata di FI Lara Comi, l'ex vicecoordinatore lombardo 'azzurro' ed ex consigliere comunale milanese Pietro Tatarella e il consigliere lombardo e collega di partito Fabio Altitonante - che hanno scelto il rito ordinario nel procedimento a carico di oltre un centinaio di persone scaturito dalla riunione di quattro filoni dell'inchiesta 'mensa dei poveri' su un presunto "sistema" di mazzette, appalti, nomine pilotate e finanziamenti illeciti in Lombardia. A deciderlo è stato il gup Natalia Imarisio accogliendo la richiesta dei pm Silvia Bonardi, Luigi Furno e Adriano Scudieri.

Gli imputati

A processo, tra gli altri, il patron della Tigros Paolo Orrigoni, l'imprenditore Daniele D'Alfonso, l'ex dg di Afol metropolitana Giuseppe Zingale, tra gli Sto arrivando!estati di due anni fa, e il sindaco leghista di Gallarate Andrea Cassani. In tre sono stati prosciolti in quanto l'accusa di abuso di ufficio di cui rispondevano non è più prevista dalla legge come reato. Il dibattimento si aprirà il 18 novembre. Tra le parti civili i Comuni di Milano e Gallarate, Amsa, Accam spa e Afol.

Le richieste di patteggiamento

Dopo l'estate il giudice si pronuncerà sui cinque imputati che hanno chiesto la messa alla prova e su altri 27 che hanno presentato istanze di riti alternativi, tra patteggiamenti e processo in abbreviato. Tra coloro che puntano a patteggiare, oltre al deputato 'azzurro' Diego Sozzani, accusato di corruzione (al momento l'istanza non è stata presentata) ci sono le 11 persone che si sono già viste respingere l'istanza in fase di indagini preliminari dall'allora gip Maria Vicidomini, che aveva ritenuto incongrue le pene. Tra loro, c'è l'ex coordinatore di Forza Italia a Varese Nino Caianiello, ritenuto il presunto "burattinaio" del sistema: ha collaborato a lungo nell'inchiesta e avrebbe ricevuto il consenso dai pm per 4 anni e 10 mesi.

Qualche giorno fa, infine, è stata archiviata dal gip la posizione di Lara Comi e dell'industriale bresciano titolare della Omr holding e presidente di Confindustria Lombardia, Marco Bonometti in relazione al filone di indagine in cui era contestato un finanziamento illecito per 31mila euro.