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Milano, in permesso premio aggredì anziano: chiesto processo immediato

Lombardia
Foto di archivio

L'ergastolano, che negli anni '70 ha ucciso un metronotte e tre carabinieri della stazione di Melzo, il 9 novembre è tornato a colpire rapinando e tentando di uccidere un anziano di 79 anni all'ospedale San Raffaele

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Chiesto il processo con rito immediato per Antonio Cianci, l'ergastolano che negli anni '70 ha ucciso un metronotte e tre carabinieri della stazione di Melzo e il 9 novembre è tornato a colpire rapinando e tentando di uccidere un anziano di 79 anni all'ospedale San Raffaele. Secondo il pm di Milano, Nicola Rossato, si sarebbe approfittato con "freddezza" del permesso premio che gli era stato concesso dalla Sorveglianza, si legge negli atti. Dopo l'istanza, nei prossimi giorni il gip, Ilaria De Magistris, disporrà il giudizio immediato (si salta la fase dell'udienza preliminare) e poi Cianci potrà chiedere, se vorrà, il rito abbreviato.

Le indagini

Inquirenti e investigatori hanno trovato nelle scorse settimane altre prove a suo carico in merito all'aggressione, proprio analizzando alcune immagini di videosorveglianza. Ottenuto quel permesso premio di 12 ore, il terzo da fine luglio, sulla base di una relazione del carcere di Bollate che valorizzava il suo cambiamento, Cianci, secondo l'accusa, ha organizzato l'aggressione camuffandosi da operatore del San Raffaele (mascherina, guanti, tuta e apparecchio per la pressione rubati nell'ospedale). Secondo quanto ricostruito, il 60enne ha chiesto soldi all'anziano, che gli ha dato quello che aveva in tasca: "9 euro e 37 centesimi". Però, poi, "adirato" per la cifra "esigua", l'ergastolano ha sferrato un fendente alla gola con un taglierino che ha sfiorato la giugulare del 79enne e gli ha rubato anche il cellulare.

"Ha bisogno di cimentarsi nel crimine"

Ha "bisogno" di "cimentarsi" nei crimini e di "ostentare" la sua "dominanza criminale", aveva scritto il gip nell'ordinanza cautelare. Quello stesso giudice che il 60enne aveva voluto sfidare nell'interrogatorio, dimostrando la sua "pericolosità". Prima di scegliere di non rispondere, si era rivolto al gip chiedendogli: "Vorrei piuttosto fare una domanda, cioè 'ci sono le telecamere in quel posto?'".