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Milano, Ruby ter: tre ragazze non saranno più parte civile

Lombardia
Foto di archivio (ANSA)

I giudici delle settima sezione penale hanno accolto un'istanza della difesa dell'ex premier Silvio Berlusconi. La difesa chiede lo spostamento del processo a Siena

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Ambra Battilana, Chiara Danese e Imane Fadil non saranno più parti civili nel dibattimento del processo Ruby ter. Le tre giovani testimoni 'chiave' nei procedimenti sul caso Ruby sono state estromesse dal processo a carico di Silvio Berlusconi e di altri 27 imputati. A prendere la decisione sono stati i giudici delle settima sezione penale di Milano che hanno accolto un'istanza della difesa dell'ex premier, rappresentata dal legale Federico Cecconi. Rimane parte civile la Presidenza del Consiglio con l'Avvocatura dello Stato. Il processo proseguirà il 4 febbraio, quando i pm risponderanno sull'istanza della difesa di Silvio Berlusconi di trasferire il processo a Siena e poi in un'udienza successiva i giudici decideranno. Nel frattempo, è stata fissata per il 25 gennaio l'udienza preliminare sul filone che vede imputati l'ex premier e Roberta Bonasia sempre per corruzione in atti giudiziari. La giovane è imputata anche per falsa testimonianza. In caso di rinvio a giudizio anche questo filone, trasmesso da Milano a Torino e poi rientrato nel capoluogo lombardo, dovrà essere riunito al processo principale.

Fadil rientra in aula e giudici la mandano via

Imane Fadil, dopo che i giudici avevano deciso la sua esclusione dal processo, è rientrata in aula e ha protestato quando i giudici, su richiesta di uno dei legali, l'hanno invitata ad uscire. A notare la sua presenza in aula è stata l'avvocato Nadia Alecci, legale della senatrice Mariarosaria Rossi, anche lei imputata. Si è rivolta ai giudici per chiedere di farla allontanare, non solo perché la giovane non è più parte civile ma anche perché è una delle testimoni del dibattimento (un teste non può assistere alle udienze prima della sua deposizione). Quando il presidente del collegio Marco Tremolada ha detto a Fadil che doveva uscire dall'aula, la ragazza ha provato a protestare dicendo che era un suo diritto rimanere in aula, ma i giudici le hanno spiegato che non era così.

Reati sono 'offensivi' solo nei confronti dello Stato

Il collegio ha deciso che le tre giovani non possono chiedere un risarcimento danni nel processo perché il reato di corruzione in atti giudiziari, al centro del processo come quello di falsa testimonianza, è "offensivo" soltanto nei confronti dello Stato. Nelle scorse udienze, inoltre, è emerso che la difesa di Mariarosaria Rossi, senatrice di Forza Italia, stretta collaboratrice di Berlusconi e imputata per falsa testimonianza, stava trattando proprio con i legali delle tre parti civili per offrire risarcimenti extragiudiziali. Quest'ultimi, se accettati, avrebbero avuto come conseguenza la loro uscita dal processo. Da quanto è emerso però le trattative (le richieste delle ragazze erano arrivate fino a 3 milioni di euro di danni) sul piano economico non sono andate a buon fine, ma ora la decisione dei giudici ha di fatto escluso le giovani dal processo.

Per la procura dovevano essere parti civili

Per la Procura, invece, Ambra, Imane e Chiara, dovevano essere parti civili perché, come spiegato nella scorsa udienza dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Luca Gaglio, "hanno sofferto un danno da stress di fronte ad un esercito di altre ragazze eteroindirizzato" da Berlusconi. Le tre "sostenevano una tesi", quella del "bunga-bunga" ad Arcore, mentre tutte le altre riportavano la stessa versione delle "cene eleganti con testimonianze false che sono ormai una verità assoluta certificata da sentenze definitive".

Difesa chiede spostamento a Siena

La difesa del leader di Forza Italia ha chiesto che il processo sul caso Ruby ter sia trasferito a Siena, oppure, in subordine, a Roma. È la richiesta del legale Federico Cecconi, nel corso di una delle eccezioni preliminari formulate davanti ai giudici. La difesa del leader di Forza Italia ha spiegato che il processo deve essere trasferito per competenza territoriale nella città toscana dove sarebbe avvenuto, secondo l'accusa, l'ultimo pagamento corruttivo da Berlusconi a Danilo Mariani, il pianista delle serate ad Arcore. E la presunta corruzione di Mariani, secondo la difesa, 'attrae' anche tutte le altre posizioni a processo, comprese quelle relative a pagamenti anche successivi, ma contestati con indagini portate avanti dopo la richiesta di rinvio a giudizio.