Mappe per il futuro, al via il festival letterario di Alghero

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La tredicesima edizione di "Dall'altra parte del mare" andrà in scena dal 24 al 28 giugno con tanti ospiti italiani e internazionali: da Widad Tamimi a Luciana Castellina. Il tema di quest'anno è "Mappe per il futuro"

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Dibattiti, letteratura, storie, attualità, linguaggi e punti di vista che attraversano il presente per ragionare sul futuro. Dal 24 al 28 giugno 2026, torna il festival "Dall’altra parte del mare" ad Alghero, ideato e promosso dall’Associazione Itinerandia, con la direzione artistica di Elia Cossu e Maria Luisa Perazzona.

Il tema scelto per questa edizione è “mappe per il futuro”, intese non come semplici coordinate, ma piuttosto come strumenti per orientarsi nel tempo complesso che viviamo. Non solo incontri con gli autori: la manifestazione prende il via con un evento simbolico, La notte dei lettori, un momento di lettura condivisa che vuole indicare la direzione dei giorni successivi. Sarà allestito nello spazio Lo Quarter anche un laboratorio permanente tra letteratura e cinema, curato da Andrej Longo, scrittore e autore pluripremiato.

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Gli ospiti

Tanti gli ospiti italiani e internazionali. Interverrà la scrittrice palestinese Widad Tamimi con "Dal fiume al mare" (Feltrinelli), memoir che indaga il conflitto israelo-palestinese attraverso la lente della memoria familiare e privata. Previsto un appuntamento con Joanna Bator, una delle più importanti autrici polacche contemporanee, in libreria con "L’ora del lupo" (Feltrinelli), saga familiare al femminile tra memoria, assenze e ribellione. Abigail Assor, promessa della narrativa francese, parlerà  de "La notte di David" (Marsilio), un romanzo lirico sul rapporto tra due fratelli e sui confini della cosiddetta normalità. Tra gli ospiti anche Marcello Fois, con la sua nuova raccolta poetica "Ogni cosa vede noi" (Einaudi), la giornalista di Internazionale Annalisa Camilli con "Divieto di protestare" (Einaudi), Luciana Castellina e Ginevra Bompiani con "Il femminismo della mia vicina" (Manni), Gaja Ceciarelli con "Il rivoluzionario e la maestra" (Marsilio) e Bruno Arpaia con Il mondo senza inverno (Guanda).

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