Una sfida alla rassegnazione: raccontare Piero Gobetti a cento anni dalla morte

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Filippo Maria Battaglia

Filippo Maria Battaglia

©Getty

Il 16 febbraio 1926 moriva a Parigi uno degli intellettuali principali del primo Novecento. A ricordarlo nella nuova puntata di "Incipit" è Paolo Di Paolo, che al fondatore della "Rivoluzione liberale" ha dedicato un saggio

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Da decenni, ormai, il suo nome si trova stampato sulle targhe di vie, piazze e anche di una dozzina di scuole delle città italiane. Ed è un nome che, agli occhi dei più, rischia di apparire vecchio e impolverato. Eppure quando, il 16 febbraio di cento anni fa, Piero Gobetti moriva a Parigi, non aveva compiuto ancora venticinque anni. Venticinque. Altro che vecchia e impolverata: un'età giovanissima che tuttavia non gli avrebbe impedito di lasciare un segno ancora oggi visibile nella nostra cultura e identità. La nuova puntata di "Incipit" è dedicata proprio a Gobetti: chi era, cosa ha fatto e soprattutto perché, ancora oggi, la sua figura e la sua attività sono vive e attuali. A parlarne è Paolo Di Paolo, che a Gobetti ha dedicato un romanzo ("Mandami tanta vita") e, più recentemente, un pamphlet ("Mandami tanta vita"), pubblicato da Solferino.

L'intervista è disponibile anche come podcast in tutte le principali piattaforme cercando la rubrica "Incipit" o selezionando l'episodio nella playlist che si trova qui sotto.

 

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