Il genio di Joan Mirò in mostra a Parma, alla Fondazione Magnani Rocca

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Sabrina Rappoli

In esposizione ci sono oltre 50 opere del maestro catalano, un caleidoscopio di colori, opere piene di energia e di forza espressiva

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C'è tempo fino al 12 dicembre per perdersi tra le opere di Joan Mirò, esposte alla Fondazione Magnani-Rocca a Mamiamo di Traversetolo, in provincia di Parma. Un rivoluzionario dell'Arte, Mirò, come si scopre visitando la mostra, che è un viaggio onirico fra i suoi sogni d'artista. Per lui l'invisibile diventa reale: cerca il divino nella realtà e lo trova nelle piccole cose. Il suo è un linguaggio nuovo, con il quale superare l'Arte del passato. Le sue figure femminili sono particolari e sorprendenti; i cieli sono stellati; poi ci sono i voli d'uccello, tutti elementi che hanno segnato l'Arte internazionale del XX secolo.

Mirò guardava al cielo, pieno di energia e creature misteriose

In esposizione ci sono oltre 50 quadri, disposti in un percorso carico di energia, di colore, di forza positiva.

"Il colore dei sogni", recita il titolo della mostra e questo perché Mirò è stato sempre, fino in età molto avanzata, capace di sogni meravigliosi e coloratissimi. Per tutta la vita ha guardato al cielo, al firmamento, pieno di energia e di creature misteriose e particolari, che trovano identità grazie alla sua opera.

"Forse, prima di Mirò, soltanto Tiziano" - suggerisce Stefano Roffi, direttore scientifico e coordinatore organizzativo della Fondazione Magnani Rocca "è riuscito a realizzare, anche da anziano, lavori pieni di forza, compimento di una parabola artistica sempre sorprendente".

La mostra è metafora della vita, della gioia e della speranza

Come dice Joan Punyet Mirò, nipote ed erede del maestro spagnolo che era nato a Barcellona nel 1893, "questa mostra è importante perché è una metafora della vita, della gioia, della speranza. Mirò dipinge con il giallo, il rosso, il blu, il verde affronta la pittura in un modo diretto e spontaneo. Una pittura introspettiva, che parla del subconscio umano". Un modo di dipingere influenzato dal Surrealismo, che dopo la II Guerra Mondiale, sottolinea ancora Joan Punyet Mirò "subisce l'influenza dell'Arte degli Stati Uniti: da Pollock a  Motherwell a de Kooning, passando per l'Espressionismo astratto e la pittura giapponese".

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