Istat: a settembre balzo commercio estero

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Secondo l’Istituto di statistica la ripresa del terzo trimestre spinge le esportazioni italiane che a settembre vedono per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 un marcato aumento congiunturale (+8,3%)

La ripresa del terzo trimestre spinge le esportazioni italiane che a settembre - secondo le stime Istat - vedono per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 un marcato aumento congiunturale (+8,3%) mentre si registra una lieve contrazione per le importazioni (-2,7% rispetto ad agosto). Su base annua l’export registra una crescita del 3,0%, cui contribuisce l’aumento delle vendite di beni strumentali (+11,1%) e beni intermedi (+6,3%). L’import, invece, segna ancora una flessione ampia sebbene in attenuazione (-12,4%, da -16,6% di agosto), spiegata soprattutto dal forte calo degli acquisti di energia (-46,7%). Aumentano su base annua gli acquisti di beni intermedi (+11,1%).


L’incremento su base mensile dell’export - spiega l'istituto - è esteso a tutti i raggruppamenti principali di industrie ed è dovuto in particolare all’aumento delle vendite di beni strumentali (+11,5%) e beni intermedi (+10,6%); minimo è invece il contributo (0,2 punti percentuali) delle maggiori vendite di energia (+12,6%). Dal lato dell’import, si rilevano cali congiunturali per quasi tutti i raggruppamenti, i più ampi per beni di consumo durevoli (-12,1%) e beni intermedi (-4,2%); in aumento solo gli acquisti di energia (+4,2%). Nel trimestre luglio-settembre 2020, rispetto al precedente, l’export segna un aumento del 34,0%, sintesi di forti incrementi diffusi a tutti i raggruppamenti principali di industrie, i più elevati per beni di consumo durevoli (+85,7%), beni strumentali (+47,6%) ed energia (+32,6%). Nello stesso periodo, l’aumento congiunturale dell’import (+17,5%) interessa quasi tutti i raggruppamenti ed è più ampio per beni di consumo durevoli (+66,7%) ed energia (+26,7%). In lieve calo gli acquisti di beni di consumo non durevoli (-2,0%).


Commentando i dati l'Istat evidenzia come la dinamica positiva dell’export è influenzata da movimentazioni occasionali di elevato impatto (cantieristica navale) verso gli Stati Uniti, al netto delle quali si stima una crescita congiunturale meno ampia (+4,3%) e una lieve flessione tendenziale (-0,7%). L’import, invece, dopo gli aumenti dei tre mesi precedenti, registra un calo congiunturale cui contribuisce principalmente la riduzione degli acquisti di beni intermedi (per 1,6 punti percentuali). La sua flessione tendenziale resta ampia sebbene in ulteriore ridimensionamento.

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