Inps, in primi 3 mesi 2020 -24% assunzioni

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Secondo l’Istituto le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 1.338.000 con una "contrazione molto forte” del 24% rispetto al primo trimestre del 2019

Nei primi tre mesi del 2020 le assunzioni attivate dai datori di lavoro privati sono state 1.338.000 con una "contrazione molto forte " del 24% rispetto al primo trimestre del 2019 e "risultata particolarmente rilevante" nel mese di marzo quando, per effetto dell’emergenza legata alla pandemia Covid-19, si son persi il 37,8% delle posizioni di lavoro. A certificare l'impatto legato al virus, l'Osservatorio sul precariato dell'Inps che spiega come ad essere interessate dal crollo post lockdown siano state tutte le tipologie contrattuali anche se in "in maniera nettamente accentuata per tutte le assunzioni con contratti di lavoro a termine (stagionali, intermittenti, somministrati, a tempo determinato).

I dati nel dettaglio

In calo del 26%, tra gennaio e marzo scorso rispetto allo stesso periodo 2019, anche le trasformazioni da tempo determinato a stabile, pari a 166.000, dopo il boom legato alle modifiche normative dovute al “decreto dignità”. Tuttora in crescita invece del +19% risultano le conferme di rapporti di apprendistato giunti alla conclusione del periodo formativo. Le cessazioni nel complesso, annota ancora l'Inps, sono state 1.393.000, in lieve diminuzione rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.


Anche il saldo annualizzato tra assunzioni e cessazioni, che fotografa la variazione tendenziale dell'andamento del mercato del lavoro, registra la progressiva flessione che era già in corso dalla seconda metà del 2019 poi diventata decisamente negativa nel febbraio 2020 (-29.000) e che a marzo, per effetto della caduta congiunturale "assai rilevante", ha registrato la perdita di 254.000 posizioni di lavoro . Rimane comunque ancora significativamente positivo, pur riducendosi, il saldo dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+270.000) e analogo è l’andamento per l’apprendistato (+53.000).


L’impatto del Covid-19 ha fortemente interessato i contratti a termine, accentuandone le tendenze, già in essere, alla flessione. Il saldo dei rapporti a tempo determinato a marzo 2020 è risultato pari a -359.000 con un forte incremento rispetto a quanto osservato a febbraio, quando si era fermato a -253.000. Risultati significativamente negativi si registrano, sempre a fine marzo, pure somministrati (-101.000) e stagionali (-78.000). Anche per l’intermittente si registra, a marzo, il passaggio a un saldo annuale negativo (-40.000, per la prima volta dal 2016).

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