Dalla pittura al clima, arriva 'Scuola del Popolo' della Cgil

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L'iniziativa partita in Sardegna coinvolge nella fase sperimentale 12 regioni. 

 

Sbarca a Roma la ‘Scuola del Popolo’ dalla storia alla pittura, dal problema del riscaldamento del pianeta alla lettura degli estratti conto bancari, dalla storia dell'arte alla storia del territorio. Le sedi della Cgil si trasformano in aule di scuola, o meglio in luoghi di formazione culturale e politica aperti a tutti. Non si tratta, infatti, di una scuola tradizionale ma di un momento di approfondimento dove ciascuno mette il proprio tempo e la propria professionalità a disposizione degli altri.

Il progetto, promosso dalla Flc (Federazione lavoratori della conoscenza) Cgil e appoggiato dalla Cgil nazionale è nato in Sardegna e si prefigge di creare nuove opportunità per gli ultimi e gli esclusi, non importa se giovani o anziani o stranieri, attraverso la promozione della cultura, intesa come strumento politico di riscatto, rivitalizzando le sedi della Cgil trasformandole in centri di animazione culturale, aprendole al territorio e ai suoi bisogni che vanno oltre la specifica tutela sul posto di lavoro. Un progetto che come dice Ivo Vacca, ideatore e responsabile nazionale del progetto, "può essere una occasione di rilancio per chi ha alzato le braccia e rinunciato ad affrontare una realtà per la quale pensa di non possedere gli strumenti, le attrezzature intellettuali per interagire, capire e partecipare". Un’opportunità importante, per migliorare la propria condizione anche in queste fasi difficili del mercato del lavoro. Una scommessa che verrà vinta nel momento in cui queste persone riproveranno a mettersi in gioco, a discutere, accettare anche di essere aiutati e indirizzati in un centro per l’istruzione per gli adulti e tornare alla scuola.

Inoltre, la scuola del popolo si configura come strumento efficace per ricostruire il tessuto lacerato delle relazioni umane e sociali, dove la convivenza tra uguali e diversi è un’occasione in più per parlarsi e conoscersi, perché “la parola”, scrisse don Milani nel '56, “è la soglia tra il dentro e il fuori”. La relazione sociale dentro La scuola del popolo è un modo per cercare le parole in se stessi, portandole fuori, superando la timidezza e dando senso a emozioni e pensieri che attraversano mente e cuore e che non si più abituati a dirsi. La sperimentazione attuale si svolge dove se ne sente la necessità: non costa nulla, utilizza spazi messi a disposizione dalla Cgil , coinvolge le persone che sentono il bisogno di socializzare. I formatori sono i docenti in pensione soprattutto provenienti dalla Flc Cgil , la categoria della scuola, che vogliono rendersi utili e riempiono di attività le camere del lavoro negli orari in cui sono poco utilizzate. Si fa attività culturale, si discute, si fa politica, si impara a dipingere o a leggere e a capire.

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