Asl non paga retta, 17enne autistico a rischio 'sfratto'

Abruzzo
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Abruzzo senza strutture residenziali,10mln anno mobilità passiva

(ANSA) - PESCARA, 08 MAR - Otto giovani e due adulti autistici 'emigrati' in strutture residenziali di Puglia, Marche, Emilia Romagna, Lombardia perché in Abruzzo non esistono luoghi simili in grado di garantire interventi riabilitativi a persone che necessitano di assistenza di operatori specializzati h24. Almeno altri dieci in attesa di essere accolti. Per le casse delle Asl abruzzesi un costo annuo di 10 milioni di euro, fa sapere il presidente di Autismo Abruzzo Onlus, Dario Verzulli, che da tempo sollecita la Regione ad attivarsi per adeguare la rete dei servizi residenziali ed evitare una mobilità passiva così onerosa. Senza considerare la sofferenza di famiglie e diretti interessati. Come nel caso di Carlo, 17enne di Chieti, accolto due anni fa in una struttura in provincia di Lecce, dove ha acquisito una certa tranquillità e autonomia, che ora però dovrà abbandonare perché, spiega Verzulli, la Asl di competenza non ha corrisposto, nell'ultimo anno, la retta pattuita di 240 euro al giorno. "La cooperativa che gestisce la struttura ha chiesto e ottenuto dal Giudice il decreto ingiuntivo alla Asl Lanciano Vasto Chieti per 70mila euro - spiega Verzulli - ma la Asl ha proposto ricorso, determinando le dimissioni di Carlo".
    "Carlo è cresciuto in famiglia fino a 16 anni, supportato da intervento abilitativo intensivo arrivato a un sostegno 24h su 24h, poiché il suo autismo, pur caratterizzato da buone competenze di linguaggio e apprendimento, comportava agiti talvolta pericolosi per sé e gli altri" racconta la madre. "Già un anno dopo averlo accolto la struttura pugliese, in mancanza dei pagamenti della Asl, comunicò che non poteva più ospitare Carlo - racconta Verzulli - La Asl chiese un progetto terapeutico per valutare l'idoneità dell'intervento, propose infine di corrispondere una retta inferiore, richiesta non accettata. Quello che non capiamo è come la Asl possa affermare, ora, dopo aver dato a suo tempo l'autorizzazione, che la struttura, essendo non accreditata, è 'inadeguata alle necessità del paziente', adducendolo come pretesto per non pagare la retta. Un altro brusco cambiamento di ambiente per Carlo significherebbe vanificare tutti i progressi fatti in questi due anni". (ANSA).
   

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