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Giornata mondiale del cioccolato, storia e curiosità sul cibo più amato al mondo

(Foto: Getty Images)
5' di lettura

Considerato dai Maya “un dono degli dei”, in Europa fu introdotto intorno al XVI secolo grazie all’incontro tra gli Aztechi e Cristoforo Colombo. 

Il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del cioccolato, uno degli alimenti più amati al mondo. Originario dell’America Centrale, i Maya lo consideravano “un dono degli dei”. Il consumo di questo cibo si diffuse tra gli europei intorno al XVI secolo, dopo la scoperta del Nuovo Continente, quando gli Aztechi offrirono le fave di cacao a Cristoforo Colombo e, in seguito, anche all'esploratore spagnolo Hernán Cortés. Ma la data del 7 luglio è stata scelta perché in questo giorno del 1847 Joseph Fry inventò per la prima volta il cioccolato in barrette "da mordere". Tante sono le curiosità sul cacao e sui benefici del suo consumo. 

L’origine del cioccolato

In America centrale la lavorazione delle fave dell’albero di cacao sembra aver avuto inizio già nel 1900 a.C. Con la polvere che se ne ricavava, mischiata al peperoncino e al mais, le antiche popolazioni realizzavano una bevanda con molta schiuma, che dava vigore e sarebbe stata eccitante. Per i Maya, il cioccolato era un dono per gli uomini portato dal serpente divino Kukulkan, mentre gli Aztechi lo usavano come vera e propria moneta di scambio, lo bevevano durante le feste e lo regalavano ai soldati come ricompensa per le loro imprese militari e i loro successi.

L’arrivo e la diffusione in Europa

Fu l’incontro tra Cristoforo Colombo e le popolazioni azteche a permettere che anche il Vecchio Continente conoscesse il cioccolato. La data ufficiale della "scoperta del cacao" è il 30 luglio 1502, quando le fave di cacao furono donate come moneta all'esploratore italiano. Nel 1519, poi, il cioccolato fu offerto anche al nobile Hernán Cortés durante la sua visita alla corte del re Montezuma II a Tenochtitlan, in Messico. Un tenente del comandante spagnolo raccontò che, in quell’occasione, furono portate 50 brocche della bevanda depurata e poi versata in tazze d’oro. Gli aztechi mischiavano i semi di cacao in polvere con peperoncino e sale e Cortés contribuì a diffondere il prodotto tra i membri della corte spagnola. Presto il cioccolato, in stato liquido, divenne un alimento immancabile sulle tavole delle famiglie aristocratiche europee, ma la rivoluzione nella sua produzione avvenne solo nel 1828 quando, in Olanda, il chimico Coenraad van Houten ideò un processo e un macchinario in grado di separare il burro di cacao, creando una polvere che potesse essere mischiata in una soluzione liquida o ricombinata con il grasso naturale delle fave. Fu poi Joseph Fry, il 7 luglio 1847, a pensare, per la prima volta, di unire cacao e burro di cacao dando origine alle barrette solide di cioccolato, come quelle che consumiamo attualmente.

Curiosità sul cioccolato: cibo afrodisiaco dal XVI secolo

Il cioccolato è considerato un cibo afrodisiaco già dal XVI secolo. Nel 1600, inoltre, questo alimento veniva usato anche come medicina per curare alcuni disturbi di stomaco. Spesso, poi, la polvere di cacao veniva mischiata con miele, zucchero o vaniglia per realizzarne un prodotto più dolce.

In Costa d’Avorio viene prodotto il 40% del cacao mondiale

La grandissima richiesta di cioccolato ha portato a estendere la produzione di questo alimento dall’America centrale anche a tutti i Paesi vicino all’equatore, Africa in primis. Dai dati 2016/2017 dell’International Cocoa Organization, emerge che la Costa d’Avorio produce, da sola, più del 40% dell’intera produzione mondiale di cacao. Sul sito dell’Europarlamento, fonti Eurostat riportano che nel 2010 erano impegnati nella produzione del cioccolato 14 milioni di lavoratori in tutto il globo.

La moda del cioccolato crudista

Negli ultimi anni si sta diffondendo un nuovo metodo di lavorazione del cacao che ha contribuito a far espandere la moda del “raw chocolate”, il cioccolato crudista. L’alimento, con una lavorazione che non supera i 42°C, resta quasi grezzo e non contiene glutine, lattosio e zuccheri raffinati.

Tra i benefici del cioccolato: previene le scottature solari

Ma il consumo di cioccolato apporta anche notevoli benefici al corpo umano. I suoi nutrienti, infatti, favorirebbero la formazione di batteri “buoni” all’interno dell’organismo, mentre gli agenti antibatterici preverrebbero la formazione della carie ai denti. L’alto contenuto di flavonoidi, invece, proteggerebbe la pelle dal sole e dalle scottature solari. Questo alimento avrebbe inoltre un’azione analgesica naturale, favorirebbe la concentrazione e la memoria e il suo odore stimolerebbe il rilascio di endorfine che generano un senso di piacere e rilassamento al cervello. Cosa poco nota, il cioccolato contiene una quantità minima di caffeina ed è una grandissima fonte di energia. Un solo cioccolatino sarebbe sufficiente a fornire l’apporto calorico necessario per percorrere fino a 150 metri.

Curiosità: il consumo di cioccolato tra i vincitori del premio Nobel

Tra le notizie più curiose che circolano sull’alimento c’è quella diffusa nel 2012 da una ricerca pubblicata sul New England Journal of Medicine: il consumo di cioccolato favorirebbe la possibilità di vincere premi Nobel. Il dottor Franz Messerli, della Columbia University, ha condotto un’indagine sul consumo pro-capite in 23 Paesi del mondo confrontando i dati raccolti con il numero di prestigiosi riconoscimenti assegnati ai cittadini degli Stati presi come oggetto della ricerca. La correlazione avrebbe dimostrato che nelle nazioni dove si consuma più cioccolato risiedono anche più persone che nel tempo hanno vinto premi Nobel. Dalla classifica era emerso che il Paese principale consumatore di cioccolato era la Svizzera, seguito da Svezia, Danimarca, Austria, Norvegia, Germania, Irlanda, Olanda, Stati Uniti e Francia. L’Italia nella lista appariva molto più in basso, dopo l’Australia e poco prima della Spagna, mentre nelle ultime posizioni si piazzavano Cina e Brasile.

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