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Firenze Rocks, Eddie Vedder incanta 40mila persone e omaggia Zeffirelli

I titoli delle 8 di SkyTg24 del 16 giugno

4' di lettura

Il leader dei Pearl Jam, che ha debuttato come solista con l’album-colonna sonora del film “Into the Wild” nel 2007, è tornato a Firenze Rocks a distanza di due anni per la prima data del suo tour italiano

Prima dell’inizio del concerto (FOTO), su uno schermo, sul palco che guarda a circa 40.000 persone in fervente attesa, viene trasmesso un messaggio molto chiaro: durante il concerto di Eddie Vedder a Firenze Rocks cellulari, I-pad, macchinette fotografiche non sono ammesse. O meglio: è consigliabile non farne uso per apprezzare al meglio lo show, senza essere distratti da fattori esterni. Tutti leggono queste regole ma nessuno sembra volersi opporre a queste indicazioni, nonostante i tempi contemporanei vedano in ogni concerto la maggior parte delle persone “districarsi” tra riprese, pubblicazioni social, canzoni e divertimento. Un’impresa quasi impossibile, far sì che le persone usino meno il cellulare. Eddie Vedder, però, non è soltanto in grado di far cantare vecchi e nuovi successi a 40.000 fan in estasi per la sua voce, con una coreografia estremamente minimalista, ma anche a far sì che soltanto pochissime persone, in un concerto di quasi due ore, si lascino distrarre da "fattori esterni". Una mission impossible ai più, sì. Ma non per Mister Vedder.

Eddie Vedder: due ore di musica tra cover, successi dei Pearl Jam e una dedica a Zeffirelli

Definirlo rocker, o cantante, o “semplicemente” leader dei Pearl Jam sarebbe riduttivo. Eddie Vedder, classe 1964, è un Artista dalla "A" maiuscola. Per l’intensità dei suoi testi, trasmessa in ogni sua esibizione. Per l’amore e la passione che trasmette ai suoi fan, con i quali condivide, in ogni suo concerto, pezzi di vita, emozioni, e paure. Come quelle espresse molto apertamente ieri sera alla Visarno Arena quando, dopo aver aperto le danze spalle al pubblico, seduto all’organo per interpretare Cross River e dopo aver accennato Brain Damage dei Pink Floyd, dice candidamente: "Sono sempre molto nervoso prima di suonare in questo paese. Un paese che in questi anni mi ha dato tantissimo, sono qui per cercare di restituirvi qualcosa". Vedder fa anche una dedica speciale a Franco Zeffirelli, scomparso proprio nella giornata di ieriJust Breathe è tutta per il Maestro, fonte di grande ispirazione, Poi l’artista leader della band di Seattle inizia con Can’t Keep, proprio dei Pearl Jam e prosegue con l’attesissima Black. Le sorprese, ai concerti di Vedder, non sono una novità. Ma quasi una prassi. Scalette modificate, vecchi e nuovi successi inseriti all’ultimo istante, cover di amici portate sul palco senza pravviso. E "anche se so che ci sono delle restrizioni sul volume", come lui stesso dice, suona l’ukulele elettrico e inizia Should I Stay or Should I Go dei Clash. Poi prosegue con Porch, mentre il quartetto d’archi olandese, che lo accompagna sul palco, diventa protagonista sulla versione strumentale di Alive.

110 Minuti di musica per 40.000 fan in adorazione

Dopo Alive, Eddie Vedder regala altre chicche come Society (cantata con Glen Hansard, sul palco con Vedder ma anche prima di lui), Better man Hard Sun, prima di concludere in modo “classico” con la cover di Neil Young Rockin’ In The Free World. Probabilmente l’unico aspetto “classico” che oramai fa parte dei concerti di Eddie Vedder che, di fatto, di consuetudinario non hanno nulla. Perché tutto è sempre in evoluzione, dalle canzoni alle emozioni, che cambiano sempre. E nonostante gli anni passino, la folla di Eddie Vedder non tende assolutamente a diminuire. Anzi: aumenta naturalmente. E non si stanca mai di crescere con questo Artista che, nella sua estrema semplicità (sul palco di Firenze Rocks con lui soltanto un quartetto d’archi e una scenografia minimalista) sa puntare ai cuori della gente. E questo terzo anno consecutivo in Italia per Vedder (nel 2017 come solista si è esibito proprio a Visarno, nel 2018 con la band di Seattle, nel 2019 nuovamente come solista, sempre a Firenze) non fa altro che confermarlo.

La scaletta

Cross River
Elderly Woman Behind the Counter in a Small Town (Pearl Jam)
I Am Mine (Pearl Jam)
Brain Damage (cover Pink Floyd) / Immortality (Pearl Jam)
Wishlist (Pearl Jam)
Indifference (Pearl Jam)
Wildflowers (Tom Petty cover)
Far Behind
Just Breathe (Pearl Jam)
Can’t Keep (Pearl Jam)
Sleeping By Myself
Guaranteed
Black (Pearl Jam)
Parting Ways (Pearl Jam)
Should I Stay Or Should I Go (The Clash cover)
Porch (Pearl Jam)
Alive (strumentale)
Unthought Known (Pearl Jam)
Better Man (Pearl Jam)
Sleepless Nights (Everly Brothers cover)
Song of Good Hope (Glen Hansard cover)
Society (Jerry Hannan cover)
Hard Sun (Indio cover)
Rockin’ In The Free World (cover Neil Young)

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