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Sanremo 2019, Baglioni: “Se il Festival vuole essere popolare, resti solo il televoto”

3' di lettura

Nella conferenza stampa finale il direttore artistico ha tracciato un bilancio positivo dell’edizione appena conclusa: “Epocale”. E sulla vittoria di Mahmood ha confessato: “È stata una favola”.  Ritorno il prossimo anno? “Non so"

Il Festival di Sanremo 2019 è terminato e, come da tradizione, il direttore artistico ha tracciato un bilancio dell’edizione appena conclusa (LO SPECIALE). “Sono veramente contento. Non vedevamo l'ora che finisse e ora che è finita abbiamo già un po' di senso di vuoto”, ha detto Claudio Baglioni nella conferenza stampa finale. Poi ha lanciato un invito: “Vi prego, continuate a mantenere il festival vicino alla musica, vicino ai giovani. Perché quello che è accaduto quest'anno a  Sanremo è un po' epocale”. Ma su un possibile ritorno alla guida della kermesse il prossimo anno, il cantante è dubbioso: “Tanto lavoro da fare, sul futuro non so”. L’artista è intervenuto anche sulla polemica delle preferenze del televoto ribaltate dai voti delle giurie tecniche: “Se il Festival vuole davvero essere una manifestazione popolare, potrebbe essere giudicato solo dal televoto” (LA POLEMICA).

Vittoria Mahmood è “una favola”

Baglioni ha comunque definito "una favola" la vittoria di Mahmood nel Festival di Sanremo. Per il direttore artistico il trionfo del giovane cantante, “un artista proveniente da Sanremo Giovani, anzi da Area Sanremo”, rappresenta qualcosa di inconsueto, una scalata “da zero a tutta”. “Mi piacerebbe essere nei suoi panni - ha confessato Baglioni ai giornalisti - anzi nel suo cuore. Mi ricordo la prima volta che capii che qualcosa stava cambiando nella mia vita”.

“Un Festival che ha parlato di musica”

Il direttore artistico ha rivelato di essere particolarmente felice che nell’edizione del Festival di quest’anno si sia "parlato di musica". "Questa è la soddisfazione più grande - ha detto -. A volte si possono creare eventi giocando su polemiche o altro. Questo Festival invece si è mantenuto sui suoi contenuti musicali” (COSA È SUCCESSO NELL'ULTIMA SERATA). La speranza di Baglioni è “che questo serva a far tornare a valorizzare in tv la musica, che spesso è utilizzata solo come contenuto gregario. Spero che questo festival di Sanremo possa suggerire un palinsesto più fitto di contenuti di musica live”.

“Ho bisogno di ombra”

Sul possibile rinnovo come direttore artistico per l’edizione 2020 del Festival di Sanremo, Claudio Baglioni non si sbilancia: “Il troppo storpia, anche se è bello e faticoso”. Anche se qualche idea già ci sarebbe, come riportare "da 24 a 20 il numero degli artisti in gara” e intervenire "sulla lunghezza della trasmissione". Ai cronisti, però, l’artista confessa di aver “bisogno di ombra, almeno di qualche settimana di ombra, per poi riaccendere riflettori quando tornerò a fare il mio percorso individuale”.

“O voto popolare o quello della giuria”

Tornando alle discussioni sulla vittoria di Mahmood grazie ai voti della giuria tecnica, il direttore artistico del Festival ha spiegato di ritenere che il risultato “o viene deciso da giurie ristrette di addetti ai lavori, certificati come tali, o questa mescolanza con il televoto rischia di essere discutibile” perché “si crea la situazione per cui pochi pensano in un modo, altri in un altro, ma si bilanciano. È lo specchio della società”.

Artisti sul podio con età media di 25 anni

Sui tre gradini del podio di ieri sera ha vinto la giovinezza. L'età media tra Mahmood, Ultimo e i tre componenti de “Il Volo” è di 25 anni. Per Baglioni questo la dice lunga sul lavoro fatto per i giovani in questi anni.

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