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Tre anni senza David Bowie, il Duca Bianco che rivoluzionò il rock

A Bowie si devono successi senza tempo come 'Starman', 'Rebel Rebel', 'Fame' e 'Heroes' (Getty Images)
4' di lettura

Protagonista di cinque decenni di musica rock con look eccentrici e geniali intuizioni artistiche, il cantante e attore britannico è morto il 10 gennaio 2016 all'età di 69 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro

Tre anni fa se ne andava David Bowie, al secolo David Robert Jones, uno degli artisti più rivoluzionari nella storia della musica moderna. Nato a Londra l'8 gennaio 1947, è morto il 10 gennaio 2016 all'età di 69 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Punto di riferimento non solo nel mondo della musica ma anche per moda e stile, pochi giorni prima di andarsene (nel giorno del suo compleanno) aveva dato alle stampe il suo ultimo disco "Blackstar", che ha debuttato con una vendita di oltre 100mila copie. Oggi il Duca Bianco continua a vivere attraverso la sua musica e i tributi in suo onore che, nell'anniversario della morte, si moltiplicano per rendere omaggio a uno degli "Heroes" dei nostri tempi.

Innovatore e trasformista

Bowie ha iniziato la sua carriera molto giovane, nella metà degli anni Sessanta, ed è riuscito ad attraversare cinque decenni di rock, esplorando nuovi territori musicali e indirizzando le nuove tendenze. Nel corso del tempo è stato capace di reinventarsi più volte anche grazie alla creazione di diversi alter ego come Ziggy Stardust, Halloween Jack, Nathan Adler e The Thin White Duke, che in Italia è diventato celebre come il "Duca Bianco". Questi cambiamenti identitari hanno segnato un vero e proprio stravolgimento nello stile di Bowie, che ha saputo evolversi dal folk acustico fino all'elettronica, passando per il glam rock, il soul e il krautrock. La sua volontà di rinnovarsi non si è fermata alla musica: nella sua carriera, infatti, si è cimentato anche con il cinema recitando in diversi film. Tra questi: "L'uomo che cadde sulla Terra" di Nicolas Roeg del 1976, "Furyo" di Nagisa Oshima del 1983, "Absolute Beginners" del 1986, e "Basquiat" di Julian Schnabel del 1996, dove ha interpretato il ruolo dell'artista Andy Warhol.

I grandi successi e le grandi collaborazioni

Pioniere musicale e performer senza pari con look sempre molto eccentrici, Bowie nel 2008 è stato inserito al 23esimo posto nella lista dei 100 migliori cantanti di tutti i tempi secondo Rolling Stone. A lui si devono successi come "Starman", "Rebel Rebel", "Fame" o "Heroes" ma anche "Life on Mars?", "Under Pressure", "Dancing in the Street" e "Tonight". La sua carriera è inoltra stata segnata anche dalla capacità di collaborare con grandissimi artisti. Alcuni di questi, come Lou Reed e Iggy Pop, hanno beneficiato enormemente della vicinanza del Duca Bianco, riuscendo grazie a lui ad uscire dall'oblio. A tal proposito sono rimasti leggendari, ad esempio, i duetti con i Queen, Mick Jagger, Tina Turner e Annie Lennox. Per quanto riguarda le esibizioni in pubblico, l'ultima è datata 2006 in un concerto a New York per beneficenza, due anni dopo aver subito un delicatissimo intervento cardio-chiururgico.

Il matrimonio con Iman 

Nonostante abbia alimentato a più riprese le voci su una presunta omosessualità, ad inizio anni Novanta Bowie ha sposato l'ex modella somala Iman Mohamed Abdulmajid. La coppia ha avuto un'unica figlia, Alexandria, nata nel 2000, ma insieme hanno cresciuto anche i figli delle relazioni precedenti. Il musicista inglese, infatti, aveva avuto Duncan Jones dalla prima moglie Angela Barnett, mentre la modella aveva avuto Zulekha Haywood dal cestista Spencer Haywood.

"David Bowie Is", un'app-mostra sull'artista

In occasione dell'anniversario del suo compleanno è stata lanciata un'app, disponibile su iOS e Android, pensata per omaggiare e ricordare il Duca Bianco. Intitolata "David Bowie Is", secondo gli ideatori è un modo per rendere eterna l'omonima mostra itinerante, che a partire dal 2013 ha fatto il giro del mondo, dando la possibilità a tutti i fan di Bowie di poter contemplare non solo i vestiti di scena del beniamino ma anche i testi scritti a mano, beneficiando del sottofondo musicale delle sue canzoni. Dall'8 gennaio, grazie all'applicazione, tutti questi cimeli possono essere ammirati in forma digitale.

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