“Corpo a corpo”, da Caino e Abele all’odio di oggi. Tra danza e boxe

Un momento dello spettacolo "Corpo a Corpo", foto di Serena Nicoletti
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La coreografia, firmata da Roberto Zappalà, parte dalle due figure bibliche per indagare sulla violenza, sul senso di odio e conflitto che l’uomo tende a ripetere. Lo spettacolo è andato in scena al teatro Elfo Puccini per la rassegna MilanOltre

E’ un corpo a corpo. Un duello fisico. Una danza intensa, energica, fortemente contaminata dalla boxe, che si snoda e annoda in uno spazio scenico trasformato in un ring vero e proprio. Corpo a Corpo (1° meditazione su Caino e Abele) è uno spettacolo, firmato da Roberto Zappalà e andato in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano nell’ambito della rassegna MilanOltre, che partendo dalle due figure bibliche indaga sulla violenza che i corpi subiscono ed esprimono fin dall’inizio della vita e che, a volte, degenera fino all’omicidio. Uno spettacolo ideato dal coreografo catanese, da oltre vent’anni punto di riferimento della danza contemporanea italiana, che porta in scena il primo fratricidio della storia per riflettere sul senso di odio, lotta, rancore, conflitto, incomprensione, rifiuto, invidia. Tutti sentimenti negativi che, sembra suggerire la coreografia, l’uomo tende a ripetere convinto che tutto dipenda da ciò che l’altro fa contro di lui.

Tra danza e pugilato

Sul palco, in penombra e pervaso da una nebbia scenica, due pugili, con tanto di guantoni e sacco, si affrontano in un vero e proprio combattimento. Corrono, si scaldano, si scontrano. Poi, nel buio, si dissolvono lasciando il posto a due danzatori che continuano quella lotta primordiale. I corpi si sfiorano, si spingono, combattono uno contro l’altro in una tensione magistralmente costruita da una coreografia di puro contact improvisation su musiche di Nick Cave e Johannes Brahms. Non c’è mai un respiro, un momento più leggero. Lo spettatore trattiene il fiato per 55 minuti, rinchiuso in quel ring che gli stessi danzatori costruiscono sul palco cospargendo del sale per segnarne il confine. Si affrontano, lottano, a tratti ringhiando come due vere belve in un continuo scambio di ruoli: il buono e il cattivo, il carnefice e la vittima, il mite e il violento. Fino alla fine, quando i due corpi, stremati, crollano uno sopra l’altro. E quello stesso sale con cui avevano segnato il loro campo di battaglia si riversa su di loro ricoprendoli in una simbolica purificazione finale. 

MilanOltre

Oltre a Corpo a Corpo (1° meditazione su Caino e Abele) la compagnia Zappalà Danza, uno dei tre centri nazionali di produzione della danza riconosciuti dal ministero dei Beni e delle Attività culturali, ha portato in scena a MilanOltre anche La Nona, premio Danza&Danza 2015, creata sulla trascrizione di Liszt da Beethoven per due pianoforti e soprano dal vivo.
Il festival, giunto alla sua 32esima edizione diretta da Rino De Pace, si chiude domani, domenica 14 ottobre con Duo Goldberg della coreografa Adriana Borriello. Anche quest’anno la rassegna (qui il programma) ha ospitato tanti artisti italiani e stranieri, con un focus sulla Corea del Sud e sulla Cina, in un programma che unisce spettacoli a masterclass per danzatori professionisti. Sempre nel segno della danza contemporanea.

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