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Trent'anni senza Andrea Pazienza, una vita al massimo

3' di lettura

Vita e carriera di un talento precoce e di un artista prematuramente scomparso. Dagli inizi a Pescara, alla consacrazione a Bologna grazie a personaggi che hanno segnato un'epoca. Il 16 giugno ricorrono 30 anni dalla sua morte

Sono passati trent’anni da quella che  Andrea Pazienza aveva, forse, profeticamente anticipato come il segno di una resa invincibile in uno dei suoi lavori più famosi. E il tempo non ha vinto il fascino e l’arte del fumettista e illustratore morto prematuramente a 32 anni, stroncato da un’overdose nella sua casa in Toscana, il 16 giugno del 1988.

Ricordato in questi giorni al Mattatoio di Roma con la mostra “Andrea Pazienza. Trent’anni senza”, una personale che nel trentennale della scomparsa raccoglie tutta la sua eredità artistica, l’autore è stata una delle figure più rilevanti della storia del fumetto italiano.

Gli esordi

Nato a San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, il 23 maggio 1956, cresce con la famiglia a San Severo di Foggia prima di trasferirsi a soli 12 anni a Pescara per studiare. E la città abruzzese, dove realizza i primi fumetti entrando in contatto con pittori e intellettuali locali, compreso Tanino Liberatore a cui sarà legato da profonda amicizia, è la tappa iniziale di una carriera straordinariamente precoce e fulminante.

Bologna e il grande successo

Nel 1974 il trasferimento a Bologna per iscriversi al Dams. Studi che mai completerà, ma che formeranno e segneranno il resto della sua produzione e del suo percorso umano e professionale. Nascono in questa cornice il personaggio di Pentothal, pubblicato sulla rivista Alter Alter nel 1977, che, insieme al suo autore, diventa riferimento e simbolo del Movimento studentesco bolognese. Sempre nel 1977 Pazienza entra a fare parte della rivista Cannibale, fondata da Stefano Tamburini e Massimo Mattioli, con altri talenti come Filippo Scozzari e Tanino Liberatore. Da lì prosegue la sua cavalcata inarrestabile sulle riviste Frigidaire e il Male, fino a quella che era considerata un po’ il tempio della cultura alternativa di quegli anni, Linus.

Nel 1981 debutta su Frigidaire quello che è forse il suo personaggio più famoso, il pericoloso e cinico Zanardi, predatore urbano autore di raid indimenticabili con la sua scombinata banda di amici dei quali c’è davvero poco da fidarsi. Il successo di Zanna frutta a Pazienza richieste di collaborazione di ogni tipo anche per il mercato pubblicitario, cinematografico e discografico.

Parallelamente, e coerentemente con il suo bulimico modo di affrontare la vita, inizia ad insegnare a Santa Cristina di Gubbio nella Libera Università di Alcatraz e nella scuola del fumetto “Zio Feininger”. 

La fama dopo la morte 

Nel 1984 da Bologna si trasferisce in Toscana a Montepulciano, in provincia di Siena, ma ormai è una star e viaggia e lavora in tutta Italia. A Montepulciano nasce la graphic novel “Pompeo” e a Montepulciano troverà la morte nella notte del 16 giugno 1988, in maniera quasi analoga a quella del protagonista del suo romanzo a fumetti, anch’egli ormai dipendente e vinto dall’eroina come tante altri giovani dell’epoca.

A consegnarlo però all’immortalità artistica e al culto dei fan sono le innumerevoli creature parto del suo genio e della fantasia. Oltre ai già citati Pompeo, Pentothal e Zanardi, impossibile non citare il suo scanzonato Pertini, le rivisitazioni in chiave freak dei personaggi di Disney più famosi, l’irresistibile e autobiografica Prolisseide, Tormenta, l’incompiuta e onirica Astarte. Perché morire si muore tutti, ma, per dirla alla sua maniera, vuoi mettere risorgere?

 

Data ultima modifica 16 giugno 2018 ore 15:00

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