Titanio nel Beigua: Parco, Tar conferma no a ricerche minerarie

Liguria
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Sentenza ripaga arrabbiature. Rammarico per spesa risorse

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 La direzione del Parco del Beiuga annuncia che è stata depositata venerdì scorso "la sentenza del TAR della Liguria che di fatto conferma il divieto di effettuare ricerche minerarie nell'area del Monte Tarinè".
    "Una sentenza importante sotto tanti punti di vista - evidenzia il presidente del Parco del Beigua Daniele Buschiazzo -.
    Innanzitutto è un'ulteriore conferma della sentenza del 2020.
    Poi è un segnale che far valere nelle sedi opportune i propri diritti è l'unica risposta che si può dare per difendere il proprio territorio. Questa sentenza ci ripaga di tante arrabbiature. Non nego che sotto certi aspetti ci siamo sentiti presi di mira. Addirittura qualcuno si era spinto a dire che, dopo il rifiuto della sospensiva, la nostra era una causa persa.
    Più volte in questi mesi ci ha sfiorato l'idea, che in alcune situazioni assumeva anche le tinte della certezza, che anziché essere una risorsa il Parco fosse un problema. Nella difficoltà abbiamo raccolto tutte le nostre forze e fatto una scelta coraggiosa che ci ha ripagato di tutte queste frustrazioni".
    Il Parco del Beigua ringrazia "tutti i Comuni del Parco per il sostegno incondizionato e la solidarietà dimostrata; Agesci, Legambiente, Wwf, Save Tarinè e "tutte le associazioni che ci hanno sostenuto e si sono mosse sempre con grande coscienza.
    L'unico rammarico è aver dovuto spendere risorse per tutelare un diritto sacrosanto del territorio, dibattendo in tribunale di una questione che dall'inizio abbiamo ritenuto incompatibile con le strategie di conservazione e di sviluppo sostenibile che il Parco e i Comuni stanno portando avanti da più di 20 anni".    Legambiente Liguria esprime "soddisfazione in merito alla sentenza del Tar che rappresenta la pietra tombale su qualsiasi ipotesi di sfruttamento minerario del comprensorio del Beigua". "Avevamo richiesto a gran voce che si arrivasse presto a questa conclusione - dichiara Santo Grammatico, Presidente dell'associazione ambientalista ligure -. Avremmo preferito si arrivasse con una soluzione politica, come richiesto con la manifestazione del 12 settembre 2021, con centinaia di manifestanti confluiti a Vara dai sentieri del Parco e dopo aver raccolto oltre 25.000 firme sulla piattaforma Change.org perché venisse ritirato il decreto 1211-2021 con cui la Regione Liguria ha concesso il permesso di ricerca per tre anni alla Compagnia Europea del Titanio". "La Regione Liguria non ha voluto ascoltarci, ma la giurisprudenza ha dato ragione alle associazioni ambientaliste che da anni continuano a sostenere la popolazione locale che ha ben compreso i vantaggi di uno sviluppo sostenibile e in armonia con il territorio, portato avanti dall'ente Parco" dice ancora Legambiente. L'auspicio, è che allo stesso modo venga negato il permesso di ricerca minerario "Monte Bianco" per rame, piombo, manganese, zinco, argento, oro, cobalto, nickel, predisposto dal Ministero della Transizione Ecologica che coinvolge il Parco dell'Aveto e che le amministrazioni comunali di Sestri Levante, Ne, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese e Maissana hanno impugnato per l'area del Monte Verruga, Monte Zenone, Roccagrande, Monte Zatta, Passo Bocco, Passo Chiapparino, Monte Bossea, Punta Baffe, Punta Moneglia e Val Petronio. "È necessario, infine, avviare il percorso affinché le aree protette liguri raggiungano il 30% di superficie regionale protetta entro il 2030, come prevede la strategia europea della biodiversità» conclude Grammatico ringraziando l'avvocato Emilio Robotti che ha seguito l'iter per Legambiente". (ANSA).
    
   

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