Coronavirus: Delle Piane, in edilizia temo calo 10% imprese

Liguria
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Modello Genova solo per emergenze. No proroga split payement

 "Stiamo chiedendo alla Cassa edile le prime proiezioni per stimare quanto ha perso il settore delle costruzioni con l'impatto del Coronavirus, ma temiamo soprattutto la moria di imprese che non riusciranno a uscire da questa situazione. Gli scenari più pessimisti ipotizzano il 20% a livello nazionale. Io temo che si possa arrivare a -10% ". E la Liguria, se non ripartono le infrastrutture, "rischia una penalizzazione peggiore". Filippo Delle Piane, presidente di Ance Genova e vicepresidente nazionale dei costruttori edili spiega che l'impatto è stato pesante in un settore che non si è ancora ripreso dalla crisi del 2008. Per ripartire, servono investimenti e piani concreti, dalle infrastrutture al patrimonio edilizio tenendo presente che spesso a mancare non sono i fondi ma un sistema di regole. E, precisa "la soluzione di tutto non è il modello Genova, non è "derogo a tutto". Se per far funzionare le cose devi derogare a tutte le regole che hai imposto - ha sottolineato Delle Piane -, forse devi pensare che non vanno. Con l'aggravante che quando indico le opere che si possono fare con il decreto Genova, perpetuo un'Italia a due velocità. Non sarebbe più logico avere regole che funzionano e quelle applicare salvo che in situazioni di emergenza come il crollo del Morandi". Luci e ombre per il comparto delle costruzioni. Nel settore privato sono ripartiti tutti i cantieri, "ma le nuove iniziative sono quasi tutte ferme. Anche perché l'investitore che prova a fare progetti di sviluppo di qualsiasi tipo oggi sta alla finestra per vedere cosa succede.
    Non possiamo presentare una regione che non riesce nemmeno a collegare Rapallo con Arenzano". Una spinta nazionale potrebbe arrivare dal Superbonus 110: "Potenzialmente è un'opportunità enorme ma il meccanismo - ha detto - deve essere veloce". Sul settore pubblico prevalgono le ombre, a partire dall'ipotesi di proroga dello split payement che, dice "non ha senso. Le imprese hanno crisi di liquidità: è incredibile prorogare uno strumento che di fatto gliela toglie in un momento come questo". La ristrutturazione delle scuole? "Occasione persa. I fondi c'erano già. Il problema è di organizzazione". (ANSA).
   

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