Migranti: neofascisti contro don Giacomo

Liguria
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Post di Azione Frontale scatena insulti, solidarietà da Paita

Pesanti insulti online a don Giacomo Martino, responsabile dell'ufficio Migrantes della Curia di Genova e da tempo in prima linea sul fronte dell'accoglienza.
    A scatenarli, un post su Facebook in cui il gruppo neofascista Azione Frontale Genova attacca il prelato per la posizione sui migranti e la "politica antifascista": "Don Martino Pensa solo all'immigrato? Vergogna", scrive in particolare Azione Frontale in un post di pochi giorni fa. Seguono tra i commenti insulti rivolti a don Martino apostrofato con 'zecca comunista', 'vomito di cane' o 'bastardo', per non riferire altri aggettivi o circonlocuzioni peggiori.
    Sull'episodio interviene la parlamentare ligure del Pd Raffaella Paita esprimendo solidarietà a don Martino: "L'escalation di fenomeni violenti e razzisti non possono che essere frutto di altrettante politiche violente e razziste sotto gli occhi di tutti. Basta fomentare odio - dice Paita. "Gruppi come Azione Frontale, che si ispirano al neofascismo devono essere immediatamente sciolti".
   "Sono prontissimo a incontrare queste persone. Il 'leone da Facebook' poi diventa una persona che impara a confrontarsi e non fa queste scenette", replica don Giacomo Martino. Sui migranti "il clima sta cambiando", nota poi. Monsignor Martino sottolinea infatti l'esperienza positiva con l'arrivo nei giorni scorsi di decine di richiedenti asilo a villa Ines, il centro di prima accoglienza a Genova riaperto su richiesta della prefettura dopo la chiusura l'estate scorsa. "Il clima sta cambiando - sottolinea -, il reingresso fatto a villa Ines è andato con toni e con un dialogo che prima era immaginabile. La gente alla fine ha capito che sono tutte sparate, che sta parlando la pancia. Ora che finalmente si inizia a comprendere che tutte queste dichiarazioni sull'emergenza immigrazione sono cose che non trovano riscontro nella realtà, queste persone provano a parlare alla pancia. Non ci sto, non vorrei dargli nessun tipo di pubblicità".

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