Povertà in Italia, il rischio resta più alto rispetto alla media Ue: i dati Istat

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Secondo il rapporto dell'Istituto di statistica sul Benessere equo e sostenibile, nel 2025, il 22,6% delle persone residenti in Italia è considerato a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 20,9% del complesso dei residenti nell'Unione europea

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Nel 2025 crescono i redditi medi e continua a migliorare la percezione della situazione economica ma il rischio di povertà colloca l'Italia in una situazione peggiore rispetto alla media europea (+2,3%). È quanto emerge dal rapporto Istat sul Benessere equo e sostenibile. La crescita del reddito medio disponibile pro-capite è del 2,4% in termini correnti rispetto al 2024, e segue il +3% dell'anno precedente rispetto al 2023. Considerando l'andamento dei prezzi, i redditi in termini reali sono saliti nel biennio del 2,2%.

 

Italia 21esima in Ue per rischio di povertà

Nel 2025, il 22,6% delle persone residenti in Italia è considerato a rischio di povertà o esclusione sociale, contro il 20,9% del complesso dei residenti nell'Unione europea, collocando l'Italia al ventunesimo posto tra i 27 Paesi dell'Ue. Anche l'indicatore relativo alla grande difficoltà ad arrivare a fine mese e la disuguaglianza del reddito disponibile pongono l’Italia in svantaggio. Nel 2025, la quota di persone che vivono in famiglie che dichiarano di arrivare a fine mese con grande difficoltà è il 7,5%. Il 12,3% del Mezzogiorno è significativamente superiore alla media nazionale e il dato più contenuto si osserva nel Centro, dove la quota si attesta al 4,7%, anche se in peggioramento dall'anno precedente.

Aumentano le famiglie in povertà assoluta

Nel 2025 le famiglie in povertà assoluta in Italia sono l'8% sul totale delle famiglie residenti, dato che coinvolge oltre 5,4 milioni di persone (9,3% dei residenti). L'incidenza di povertà assoluta individuale si mantiene più elevata nel Mezzogiorno 11,5%, era il 12,5% nel 2024). Segue il Nord con l'8,5% (era 8,8% del 2024), e il Centro conferma i valori più contenuti con il 7,4% (era 7,6% nel 2024). Inoltre, dal rapporto emerge che più della metà dei 25-44enni poco istruiti del Mezzogiorno sono a rischio di povertà. Tra le persone di 25 anni e più con al massimo la licenza media il rischio di povertà è oltre 3,5 volte quello dei coetanei laureati (rispettivamente 25,9% e 7,1%). I 25-44enni del Mezzogiorno con al massimo la licenza media sono a rischio di povertà in oltre la metà dei casi (51,8%). La povertà sale del 2,4%  dal 2014 al 2025, essendo passata dal 6,9% del 2014 al 9,3% del 2025.

Istat

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