Le Borse asiatiche rallentano dopo il rally del comparto tech, mentre i rincari del petrolio e i dubbi sui ritorni degli investimenti nell'AI frenano gli investitori. In Cina il CSI 300 entra nel mercato orso, influiscono crescita globale e crisi immobiliare
Le borse asiatiche si muovono in territorio negativo dopo il rallentamento del rally dei titoli tech. Nonostante i risultati positivi, gli investitori si interrogano sulla capacità dei maxi investimenti nell'intelligenza artificiale di tradursi in ricavi. Influiscono anche i rincari del petrolio seguiti all'attacco a un giacimento in Arabia Saudita, che alimentano timori per forniture energetiche e per l'inflazione.
Il CSI 300 entra nel mercato orso
In Cina l'indice CSI 300 è entrato in mercato ribassista, con un calo del 20% rispetto ai massimi di giugno. Il listino, che riunisce le principali società quotate a Shanghai e Shenzhen, registra il decimo ribasso settimanale consecutivo, penalizzato dalle persistenti vendite e dalle preoccupazioni sulla crescita economica.
Pesano crescita debole e crisi di fiducia
Gli analisti indicano tra le principali criticità la sovracapacità produttiva, il rallentamento degli utili aziendali, la crisi del settore immobiliare e la debolezza dei consumi. L'incertezza geopolitica e i timori su una possibile bolla legata all'intelligenza artificiale continuano inoltre a frenare la fiducia dei consumatori.
Attese di ripresa
Nonostante il quadro negativo, a sostenere una visione più ottimista sono la tenuta delle esportazioni, i segnali di stabilizzazione del mercato immobiliare e le crescenti capacità della Cina nel settore dell'AI, considerate un possibile fattore di ritorno degli investitori internazionali.