Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso avrebbe detto di auspicare che un accordo si possa raggiungere entro la fine dell'estate e che durante i 50 giorni di sospensione del piano verranno organizzati altri incontri tra sindacati e azienda
Il piano di 1.719 licenziamenti di Electrolux "sospeso" per 50 giorni. È quanto stabilito al tavolo al Mimit. Una sorta di tregua estiva durante la quale sarà avviato un confronto e calendarizzati incontri con l’auspicio, espresso dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, di arrivare a una conclusione positiva prima della pausa estiva, per il 6-7 agosto.
I temi sul tavolo
Al centro del confronto al Mimit è il piano dell’azienda che prevede oltre 1700 esuberi. Le parti si erano già incontrate al ministero lo scorso 25 maggio quando l’azienda aveva illustrato la riduzione dell’occupazione e della capacità produttiva nazionale, in un piano che sia i sindacati sia il ministero che i governi locali hanno ritenuto inaccettabile e per il quale avevano chiesto il ritiro.
Il tavolo di oggi si è tenuto al Mimit, presieduto da Urso e alla presenza di azienda, sindacati, Confindustria, Regioni e Comuni sede di stabilimenti del gruppo, e del ministro per i rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani. Nel corso del tavolo, il secondo a Palazzo Piacentini dopo quello dello scorso 25 maggio, il ministro Urso ha chiesto, anzi “preteso”, che l’azienda non procedesse con azioni unilaterali, giudicando il piano presentato da Electrolux “irricevibile e inaccettabile, rinunciatario sul piano industriale e insostenibile per l’impatto sociale”.
Le parole di Urso
“Chiedo all’azienda, cui spetta compiere il primo passo, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito, a valle di questo tavolo, un confronto vero e serrato al Mimit con tutte le parti, attraverso un programma ravvicinato di incontri, senza forzature ma con spirito collaborativo”, ha detto Urso durante il tavolo.
Richiesta alla quale l’amministratore delegato di Electrolux Italia Massimiliano Ranieri avrebbe aperto dichiarando, a quanto si apprende da fonti presenti al tavolo, che “non intendiamo procedere con azioni unilaterali durante la discussione. Si può avviare un percorso condiviso per trovare soluzione”. L’azienda avrebbe però lamentato uno scenario “che ci mette in grossa difficoltà” dicendosi disposta a proseguire l’incontro ma a fronte di un impegno di tutte le parti a trovare “soluzioni che ci permettano di sostenere la competitività” a fronte di un mercato europeo stagnante e una situazione di regolamentazione europea complicata, con l’attitudine dei consumatori a preferire fasce di prodotto più basse e un aumentato divario con i produttori asiatici. “Abbiamo fatto molti investimenti - avrebbe fatto notare l’azienda - abbiamo impianti produttivi altamente tecnologici, ma lo scenario ci mette in una situazione di grossa difficoltà”.
Viceministro ambiente Gava: moderata soddisfazione, ora lealtà reciproca
"Accogliamo con moderata soddisfazione la disponibilità manifestata oggi dall'azienda ad aprire un confronto finalizzato a individuare un piano alternativo. Ora serve l'impegno di tutte le parti per favorire un percorso credibile di rilancio e di superamento della crisi, fondato su trasparenza e lealtà reciproca. L'obiettivo resta chiaro: tutelare l'occupazione, salvaguardare il patrimonio industriale e rafforzare la competitività di un settore strategico per il Paese", dice il viceministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava, che ha preso parte al tavolo.