Turchia, Grecia e Polonia alzano muri sulle rotte dei profughi afghani. Lo Skywall

Economia

Lorenzo Borga

©Getty

Le rotte dall'Afghanistan verso l'Europa sono più pericolose del passato. Per questo la maggior parte degli esperti pensa che gran parte dei rifugiati afghani rimarrà in Iran e Pakistan. Lo Skywall

Tutta l'attenzione mediatica è concentrata sull'evacuazione dall'aeroporto civile di Kabul, come è normale che sia. Da lì dagli aerei americani sono stati evacuate 82mila persone in poco più di dieci giorni, secondo il Dipartimento di Stato americano. Mentre il Ministero della Difesa ha fatto sapere mercoledì 25 agosto che sono 4.400 gli afghani saliti sugli aerei italiani. Numeri elevati, che rendono quello in atto uno dei più complicati ponti aerei della storia. Anche se, a seconda delle stime, sarebbero tra le 100 e le 300mila gli afghani a rischio che dovrebbero essere evacuati ma che in buona parte saranno abbandonati nel paese.

Ponte aereo da Kabul

La maggior parte scappa via terra

Ma in realtà la maggior parte di chi sta scappando dall'Afghanistan lo sta facendo via terra. I paesi confinanti che stanno ospitando i profughi sono soprattutto Pakistan e Iran, dove già oggi si trovano più di 6 milioni di afghani di cui gran parte senza documenti e tutele.

Gli sfollati in Afghanistan

Immagini sigificative dell'esodo via terra arrivano da Spin Boldak, uno dei checkpoint al confine tra Afghanistan e Pakistan, a pochi chilometri dalla città di Chaman. Le ha filmate Natiq Malikzada, un giornalista freelance, che le ha postate su Twitter.

Rotte europee pericolose e complicate

Secondo la maggior parte degli esperti la gran parte dei rifugiati afghani rimarranno, almeno per ora, nei paesi limitrofi: Iran e Pakistan. Non ci sarebbero infatti le condizioni per un esodo di massa verso l'Europa come quello avvenuto nel 2015 a seguito delle violenze della guerra civile siriana. Prima di tutto per via dell'accordo firmato tra l'Unione Europea e la Turchia - molto criticato dalle istituzioni internazionali e dalle Ong - che limita l'afflusso di migranti in Grecia.

 

E anche perché diversi paesi di transito stanno rinforzando i propri confini, rendendo ancora più pericolose le tratte. La Turchia sta terminando la costruzione di un muro lungo 295 chilometri al confine con l’Iran. La Grecia a sua volta ne sta mettendo in piedi un altro al confine turco. E la Polonia ha rinforzato il suo confine con la Bielorussia. Senza dimenticare la rotta libica che arriva nel nostro paese, quasi sostanzialmente chiusa per via dell'accordo italiano con la cosiddetta guardia costiera libica che effettua i respingimenti in mare, da molti esperti considerati illegali.

Cartina

Prima della costruzione di questi muri il viaggio tra Afghanistan ed Europa poteva durare in media alcuni mesi, come riportano le testimonianze raccolte da Mixed Migration Platform. Ora il tempo per percorrere il tragitto sarà evidentemente ben superiore, come anche i pericoli e le violenze a cui i rifugiati andranno incontro.

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