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La manovra è legge, via libera della Camera: stop aumento Iva e bonus Befana

3' di lettura

Il governo ha incassato la fiducia con 312 sì e 153 voti contrari. Nel 2020 cancellato l'aumento dell'Iva per 23 miliardi, ridotte le tasse sul lavoro per 3 miliardi. Maggioranza si spacca sulla prescrizione

La manovra è legge dello Stato (TUTTE LE MISURE). Il via libera è arrivato nella notte, poco prima delle 5; i voti a favore sono stati 312, 153 i contrari, due gli astenuti. "In 100 giorni: meno tasse per i lavoratori, più soldi per famiglie, Comuni, Vigili del fuoco, Sanità, incentivi alle imprese. Crescita, sostenibilità, ambiente, welfare, lotta all'evasione fiscale: con fiducia guardiamo al futuro dei cittadini", scrive su Twitter il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Sono questi alcuni dei nodi principali sciolti dall’Aula, tra le proteste.

Striscione Fdi

A pochi minuti dal voto finale, infatti, durante l’intervento di Leonardo Donno di M5S, i deputati di Fdi hanno esposto uno striscione con la scritta "M5S parlava di rivoluzione, ora pensa solo a mangiare il panettone". Immediata la bagarre in Aula, con Federico Mollicone, tra i deputati Fdi che esponeva lo striscione, che decide di salire sui banchi e il presidente Fico che lo espelle tra i cori della maggioranza che urla "Fuori, fuori!".

Stop Iva, giù cuneo, plastic tax

Con decine di micronorme, molti rinvii e un impegno complessivo passato da 30 a 32 miliardi è dunque arrivata al traguardo la prima manovra giallorossa che blocca 23 miliardi di aumenti dell'Iva, stanzia 3 miliardi per alleggerire le buste paga dei lavoratori con redditi medio bassi, punta sul piano 'Cashless' per la lotta all'evasione e lancia il 'Green new deal' per la riconversione verde dell'economia (COSA C'E NELLA MANOVRA).

Il bonus Befana

Tre miliardi è anche la cifra che il governo, su spinta del premier Giuseppe Conte, ha annunciato per il "bonus della Befana" che nel 2021 dovrebbe premiare chi, da luglio 2020, paga con carta di credito. Incentivare l'uso delle carte, con una serie di norme inserite nel decreto fiscale che ha viaggiato in parallelo alla manovra, è la leva su cui il governo punta nella lotta all'evasione. Insieme all'inasprimento delle pene per i grandi evasori, con misure più dure per carcere e confisca.

Le altre misure

Tutte ridotte le microtasse (sulle auto aziendali praticamente azzerate) o rinviate. A farne le spese sono le tasse sulla "fortuna". E i concessionari di autostrade, aeroporti e porti, con l'addizionale Ires del 3,5% per tre anni. Mentre non paga dazio la Sanità, che riceve anzi 2 miliardi in più per l'edilizia, e nuove assunzioni oltre allo stop al superticket. Per la famiglia arrivano 600 milioni in più, un piano per gli asili nido, il bonus bebé per tutti e pure un bonus per il latte artificiale per le mamme che non possono allattare. Molte misure saltano, alcune, come il rinvio del mercato libero dell'energia, ripescate nel Milleproroghe, altre, come la legalizzazione della cannabis light che la maggioranza promette di riproporre alla prima occasione tra le proteste, soprattutto leghiste. 

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