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Regno Unito, Ft: "Da Ebay e Netflix meno di 2 milioni di tasse"

Economia
I loghi dei due giganti accusati dal Financial Times

I due colossi americani, secondo il quotidiano della City, sborsano poco rispetto ai guadagni ottenuti. L'esempio del leader delle vendite su internet: entrate pari a 200 milioni di pound, rispetto alle quali ha pagato al fisco britannico 1,6 milioni

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Netflix e Ebay l’anno scorso avrebbero pagato 2 milioni scarsi di sterline di tasse nel Regno Unito, a fronte di profitti per centinaia di milioni. È questa la nuova accusa lanciata dal Financial Times, con un articolo in prima pagina, ai due colossi americani.

Poche tasse pagate a Londra

Secondo l’inchiesta del quotidiano della City londinese, Ebay -leader delle vendite su internet - ha potuto contare su entrate pari a 200 milioni di pound, rispetto alle quali ha pagato al fisco britannico 1,6 milioni. Mentre le tasse sborsate da Netflix - il servizio per vedere film e serie tv in streaming - sono state di 300 mila sterline a fronte di ricavi per 22 milioni. La compagnia con sede in California, inoltre, può contare su 6,5 milioni di abbonati nel Regno Unito. Netflix, però, registra tutti i suoi ricavi di abbonamento da parte degli utenti britannici attraverso al società madre Netflix International Bv che ha sede nei Paesi Bassi.

Gli altri casi in Europa: da Amazon a Apple

La questione dei giganti americani che utilizzano strutture aziendali complesse per sfuggire alle grandi bollette fiscali in Europa torna così al centro del dibattito. A inizio ottobre, l’esecutivo comunitario ha sostenuto che il Lussemburgo abbia dato ad Amazon "vantaggi fiscali non dovuti per 250 milioni di euro" e che occorresse quindi recuperarli. Al risultato si è arrivati dopo un’indagine partita nell’ottobre del 2014 sui benefici concessi al colosso del commercio online da parte del Granducato. La Commissione aveva poi deciso anche di deferire l'Irlanda alla Corte di Giustizia della Ue per non aver recuperato da Apple i 13 miliardi di euro di aiuti di Stato illegali, come richiesto da una decisione della Commissione dell'agosto 2016. L'antitrust, dopo la sua indagine, aveva concluso che Apple aveva pagato "molte meno tasse di altre aziende". Ma l’Irlanda si è opposta definendo quello di Bruxelles un "passo totalmente non necessario". E questi sono solo gli ultimi colossi al centro degli scontri perché, in passato, il problema ha riguardato anche altri nomi importanti, come Facebook o Google.