Il cittadino camerunense, latitante in Africa, è accusato di essere stato l'intermediario tra Walter Lavitola, e la banda che avrebbe materialmente eseguito l'attentato contro il giornalista ex conduttore di Report
La Procura di Roma prepara la richiesta di estradizione per Gomes Tavares, il cittadino camerunense, latitante in Africa, accusato di essere stato l'intermediario tra Walter Lavitola, e la banda che avrebbe materialmente eseguito l'attentato contro Sigfrido Ranucci. I PM stanno completando la traduzione in francese degli atti per poi avviare la rogatoria internazionale. E mentre si cerca Tavares, potrebbe esserci chi ha molte cose da raccontare sugli affari dell'ex marito è Natalia Potenza, l'ex moglie di Lavitola, Che si è detta pronta a parlare con gli inquirenti e a raccontare quanto sa sulle attività del faccendiere, ma al momento non è prevista una sua convocazione a Piazzale Clodio.
Chi invece sarà ascoltato è Sigfrido Ranucci, l'ex conduttore di Report sarà convocato entro la fine del mese come persona informata sui fatti. La chat tra il giornalista Rai e Lavitola sono uno degli elementi che i PM vogliono approfondire. Negli atti ci sono messaggi sui servizi di Report e riferimenti a possibili scenari politici, oltre a incontri avvenuti tra i due. Sul movente intanto resta il confronto tra accusa e difesa. Per i magistrati il faccendiere, voleva aumentare la popolarità di Ranucci in vista di una possibile discesa in campo. Per i suoi avvocati, invece questa ricostruzione è un volo pindarico. Intanto, è attesa la decisione del tribunale del riesame sulla posizione di Lavitola. I giudici dovranno stabilire se scarcerarlo o concedergli gli arresti domiciliari che l'ex direttore dell'Avanti vorrebbe scontare in una casa affittata dal figlio in Basilicata.
Ranucci: "Nessuna chat segreta, campagna di fango contro di me"
"Non esiste alcuna chat segreta tra la mia collaboratrice e Natalia, la moglie di Lavitola. È stata mandata un'ordinanza già pubblica, su mia richiesta, e di sua spontanea iniziativa, un semplice messaggio di cortesia per sapere come stava. Punto, null'altro". Lo scrive su Facebook Sigfrido Ranucci. "Provo una gran pena a vedere grandi e nobili giornali farsi dettare l'agenda, per altro piena di falsità, dai giornali di Angelucci, con società in Lussemburgo, parlamentare assenteista di governo, che ha l'astuzia di non usare telefoni e quindi a differenza degli altri non può essere intercettato - prosegue -. Colleghi, anche della Rai, che stanno partecipando a una barbarie come ha detto persino il ministro Crosetto. La più grande campagna di fango della storia finalizzata a rimuovermi da Report, colpire me, la mia famiglia e le persone a me vicine. Persone che da mesi, dopo la bomba hanno vissuto nel terrore, e ora nel dolore per il degrado di una stampa prona al metodo 'Boffo', che con oltre 3 mila articoli, centinaia di ore di trasmissioni a reti unificate e decine di migliaia di video e post sulle piattaforme scrive falsità, senza fare un minimo di verifica". "Io sono abituato a lottare e resistere, ma appare chiaro che questo metodo infame e mostruoso si placherà solo quando qualcuno tra coloro che mi sono vicini, in preda all'angoscia o alla depressione si lascerà andare. Solo quando avverrà una tragedia quest'immobile macchina del fango, che ha mandanti ben individuabili, avrà la decenza di fermarsi".
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