Imam di Torino, la Cassazione convalida il rilascio di Mohamed Shahin

Cronaca

I giudici hanno respinto il ricorso dell'avvocatura dello Stato contro la decisione con cui la Corte di Appello di Torino lo scorso 21 gennaio aveva annullato il trattenimento di Shahin. L'uomo era infatti destinatario di un ordine di espulsione firmato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi

La Cassazione lascia libero l'imam di Torino Mohamed Shahin. I giudici hanno respinto il ricorso dell'avvocatura dello Stato contro la decisione con cui la Corte di Appello di Torino lo scorso 21 gennaio aveva annullato il trattenimento di Shahin. L'uomo era infatti destinatario di un ordine di espulsione firmato dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi. Nella sentenza della Cassazione, redatta dai magistrati della prima sezione penale, la Cassazione ha ribadito il principio della "necessità" di un "controllo pieno" da parte del giudice ordinario sulla adeguatezza di una misura come il trattenimento. 

 

La decisione della Cassazione

Secondo la Cassazione, in materia di "trattenimento" di uno straniero che chiede la protezione internazionale la normativa "impone" al giudice, in sede di convalida o di proroga o di riesame, e in vista di una verifica della proporzionalità della misura, una "autonoma considerazione delle situazioni di pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, senza per ciò solo impingere nel merito delle deduzioni ministeriali a monte del decreto di espulsione, il cui sindacato è rimesso, per sole ragioni di legittimità, al giudice amministrativo". Gli ermellini, dopo una analisi della giurisprudenza comunitaria e delle norme italiane, hanno ribadito che "le autorità nazionali possono trattenere un richiedente la protezione internazionale solo dopo aver verificato, caso per caso, se il trattamento sia proporzionato".