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Andrea Spinelli e l’arte di ritrarre dal vivo i processi: cos’è il courtroom sketching

Cronaca

Diletta Giuffrida

Il ritratto dal vivo nelle aule di giustizia è una tradizione americana che da qualche mese con l’illustratore giudiziario Andrea Spinelli, è arrivata anche al tribunale di Milano. Tra i processi illustrati da Spinelli quello a carico di Alessandro Impagnatiello per l’omicidio di Giulia Tramontano e quello ad Alessia Pifferi, la madre che ha abbandonato da sola in casa per sei giorni la figlia di 18 mesi poi morta di stenti

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La prima volta che ho visto acquarelli, tavole e pennelli in mezzo al caos di un’aula di giustizia piccola e affollata di giornalisti, curiosi e telecamere, non mi è stato subito chiaro a cosa servissero. Sul banco degli imputati, davanti alla prima corte d’Assise di Milano, stava per sedersi Alessia Pifferi, la mamma di 37 anni accusata di omicidio aggravato per aver lasciato da sola in casa per sei giorni la figlia di 18 mesi poi morta di stenti. L’ho capito poco dopo a cosa servivano quegli strumenti che sul momento mi erano sembrati così poco attinenti al contesto in cui ci trovavamo. Mi è stato chiaro quando seduto stretto su una delle panche di legno scuro dell’aula, un ragazzo con le sue pennellate ha iniziato a dare forma e colori su una tavola di carta ai tratti dell’imputata. E in quel momento ho scoperto che la tradizione americana del ritratto dal vivo nelle aule di giustizia (il cosiddetto ‘courtroom sketching’), da sempre visto nelle serie americane o nelle corrispondenze dagli Stati Uniti, era arrivato anche qui in Italia, proprio in quell’aula della Corte d’Assise di Milano, grazie al live painter Andrea Spinelli e alla lungimiranza del presidente del Tribunale, Fabio Roia. 

L'idea e il progetto

Il progetto prende forma a settembre 2022, quando Andrea, classe 1990 originario di Arluno, invia una mail alla presidenza del tribunale di Milano per proporsi come illustratore giudiziario. L’idea era nata qualche settimana prima, ad agosto, mentre in tv guardava un documentario crime sulle “Bestie di satana”, la vicenda di un gruppo di satanisti che negli anni ’90 aveva scosso il varesotto portando all’omicidio di tre ragazzi e al suicidio di un quarto. Nel documentario c’erano numerose scene di alcuni momenti del processo così, racconta Spinelli, gli venne in mente che anche lui avrebbe potuto fare qualcosa di simile, ma con i suoi pennelli. 

La musica

L’esperienza d’altra parte non gli mancava. Dopo aver finito gli studi al liceo artistico Andrea aveva iniziato a disegnare dal vivo durante i concerti. “All’inizio andavo in autonomia nei locali strapieni di gente, dove suonavano gruppi tipo i 'Managementdidoloripostoperatori' (me lo ha detto così, tutto d'un fiato, ndr) tiravo fuori il mio taccuino e iniziavo a disegnare quasi al buio”. Da cosa nasce cosa e dopo poco Spinelli era riuscito a ritagliarsi uno spazio sottopalco per i suoi acquarelli e il suo tavolino per dipingere dal vivo i cantanti che si esibivano in concerto. “Ho collaborato anche con Tosca – racconta – Il mio record l’ho raggiunto il primo maggio 2017, al concertone, disegnando ininterrottamente per 8 ore”.

L'illustrazione giudiziaria

La giustizia dunque. Arriva con quella mail di settembre 2022 alla quale il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, risponde subito con un “sì, si può fare”, consapevole forse che la vita, le storie e le inchieste che finiscono – loro malgrado – in quelle aule di giustizia sono, da sempre, in qualche modo uno specchio anche della società che siamo diventati e come tale, da sempre, diventano notizie. Ma il racconto ha bisogno di immagini e l’illustrazione giudiziaria, con altre, permette di dare un colore al racconto, forse persino in modo più morbido. “Cerco sempre di riprendere tutte le parti di un processo, mi piace soprattutto cogliere l’aspetto emotivo di chi entra in un’aula di giustizia”. E’ iniziata così l’avventura di Andrea Spinelli tra le panche delle aule del tribunale di Milano. Il suo lavoro presto diventerà una mostra. Fatta di storie a colori.