Il 22 enne sparò a due attivisti dell'Anpi il 25 aprile scorso a margine di una manifestazione. Il giudice ha riqualificato l'accusa da tentate lesioni in percosse
Al termine del processo che vede imputato Eitan Bondì, che si è svolto con rito abbreviato, il gup di Roma ha emesso una condanna a quattro mesi. Il 22enne sparò a due attivisti dell'Anpi il 25 aprile scorso a margine di una manifestazione. Il giudice ha riqualificato l'accusa da tentate lesioni in percosse. Assolto dall'accusa di porto abusivo di armi. La pena è sospesa.
La vicenda
Secondo quanto ricostruito dalla procura, il giovane si sarebbe avvicinato ai due manifestanti Nicola Fasciano e Rossana Gabrieli all'altezza del Parco Schuster, in zona Ostiense, a bordo del suo scooter, per poi sparare. I due militanti dell'Anpi - l'associazione si è costituita parte civile - avevano riportato ferite al volto e alla spalla destra, mentre Bondi' era stato identificato grazie ai video delle telecamere di sorveglianza, che lo hanno ripreso a bordo dello scooter Honda SH bianco mentre sparava. Lasciando l'aula, l'avvocato Cesare Gai - che assieme al collega Gianluca Tognozzi ha difeso l'imputato - ha affermato che Bondi' "vuole solo dimenticare questa storia". Non ci sta, invece, Marina Pierlorenzi, presidente dell'Anpi provinciale Roma: "Ci sembra ingiusto che il reato sia stato derubricato perché i nostri manifestanti hanno avuto solo la colpa di indossare il fazzoletto. Noi come Anpi non abbiamo ricevuto le scuse da nessuno e il fatto che sia avvenuto durante il 25 aprile è un attacco alla Costituzione perché è una giornata dedicata alla libertà di tutti ed è stato un episodio di rara gravità. Ora aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza. In questo contesto non si poteva sapere quale arma fosse e, dopo aver soccorso Fasciano e Gabrielli, abbiamo tranquillizzato tutti gli altri. Ci sembra paradossale che siano state attaccate persone che manifestavano per la liberta'". Bondi' era stato arrestato due giorni dopo l'episodio e portato nel carcere di Regina Coeli, per poi finire agli arresti domiciliari, misura cautelare revocata circa un mese fa. Ha confessato di aver sparato contro Fasciano e Gabrieli, e di essersi poi disfatto dell'arma. Aveva anche dichiarato agli inquirenti di appartenere alla Comunità ebraica, che però ha smentito che il giovane fosse un suo iscritto. Bondi' è stato invece assolto per il reato di porto abusivo di armi in luogo pubblico. Uno dei due manifestanti dell'Anpi rimasti feriti ha rimesso la querela nei suoi confronti.