Zagabria, scoppia il caso-stadio: presentate due interrogazioni parlamentari a Tajani

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Dopo che a vincere il bando per la ristrutturazione dell'impianto Maksimir era stato il progetto di uno studio di architetti italiani, il premier Andrej Plenkovic aveva dichiarato: "Cercheremo di annullare legalmente il concorso". Con la rubrica di Pietrangelo Buttafuoco su Sky TG24 Insider è esplosa la polemica sui media croati e nella politica italiana

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Un concorso vinto da italiani per ristrutturare lo stadio di Zagabria che il premier della Croazia Andrej Plenkovic ha dichiarato di voler annullare. Questo il caso raccontato da Pietrangelo Buttafuoco nella sua rubrica Caravanserai su Sky TG24 Insider che ora è arrivato all'attenzione anche della politica italiana. 

Cosa è successo

Il giornalista e presidente della Fondazione "La Biennale di Venezia" aveva spiegato come il concorso internazionale di architettura bandito per ristrutturare lo stadio Maksimir (campo da gioco per la Dinamo Zagabria e per la nazionale croata) era stato vinto da VG13, studio di architettura con sede a Milano fondato dal riminese Tommaso Fantini e dal savonese Alberto Rossi: vittoria ottenuta all'unanimità dalla giuria di architetti, tecnici, sindaci e ministri. Nonostante questo, il governo di Zagabria aveva annunciato di voler procedere all'annullamento e il ministero dell'Economia, dopo pochi giorni dall'esito della gara, aveva presentato un ricorso in cui si contestavano mancanze del progetto vincitore sia sul piano tecnico che estetico. Buttafuoco scriveva quindi: "Forse il governo croato dice no perché il progetto vincitore è italiano? [...] Si sa, specie di questi tempi – e da queste parti – escludere qualcuno in ragione della propria nazionalità, impedire perfino l’espressione artistica o sportiva in conseguenza di una cittadinanza è pratica diffusa".

Approfondimento

Uno stadio croato, due architetti italiani e il ricorso "di Stato"

Le reazioni

La denuncia di Buttafuoco è stata poi ripresa da diverse testate giornalistiche della Croazia, in particolare per l'attacco del giornalista nei confronti del premier croato. Intanto però anche la politica italiana sembra essersi mossa: sulla vicenda sono state presentate due interrogazioni a risposta scritta rivolte al ministro degli Esteri Antonio Tajani. La prima, presentata dai senatori del Movimento 5 Stelle Bruno Marton e Luca Pirondini; la seconda, a firma del senatore di Italia Viva Ivan Scalfarotto, con la quale si sollecita un intervento del governo italiano a tutela dei due architetti vincitori e si chiede anche di valutare il coinvolgimento della Commissione europea per verificare il rispetto dei principi di parità di trattamento, non discriminazione e trasparenza.

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